TEORIA DELLE MICRONAZIONI

Dott. Andrea Iolis

Con la rete, l'uomo è riuscito a realizzare il sogno di proiettare la propria mente agli altri.

Crollano così antiche barriere poste tra gli esseri umani, barriere che a volte impedivano un'apertura verso gli altri. Oggi gli uomini possono esporre le loro esperienze e le loro idee quasi liberamente senza problemi di distanza.

Questo “nuovo mondo”, se ben usato, può aiutare a far crescere l'umanità in quanto il soggetto che si pone di fronte ad INTERNET può, in tempo reale, ottenere una valutazione del suo pensiero, allargando così la propria conoscenza, e favorendo la creazione di una conoscenza collettiva, che può portare all'abbattimento di molte barriere culturali.

Si è creato così una nuova comunità nella quale vivono proiezioni di persone reali che chiameremo “persone virtuali” e che come le persone reali sono cittadini, cittadini di una comunità virtuale.

Il singolo può far parte di una comunità solo se riconosciuto dagli altri membri. Noi facciamo parte di una comunità perché gli altri ci riconoscono come membri di essa.

Il soggetto può esistere solo con gli altri e solo negli altri, i quali, sono i soli che possono valutare la persona attraverso un opportuno procedimento logico di riconoscimento.

Ad esempio il criminale è tale solo perché così viene individuato dalla comunità di appartenenza, che attraverso un procedimento logico-giuridico, (la confutazione della violazione della legge) lo riconosce colpevole. Totalmente diversa sarebbe la situazione dello stesso soggetto se vivesse su una isola deserta, infatti in quel caso non ci sarebbe nessuno a riconoscerlo come criminale.

Il sogno dell'uomo è quello di crearsi uno spazio entro il quale poter dettare le leggi alle quali la comunità si deve adeguare.

Ma se così fosse, saremmo tutti dei potenziali tiranni?

Effettivamente è così, ma questo desiderio di potere si scontra irrimediabilmente con l'istinto di sopravvivenza che porta l'uomo a dover fare i conti con gli altri per poter andare avanti, nessuno infatti può sopravvivere con le sue uniche forze, però l'uomo solo e totalmente isolato dalla sua comunità finirebbe prima o poi per impazzire in quanto non avrebbe nessuno a cui esternare il proprio pensiero, e per questo desiderio di non essere isolato che il singolo è disposto a cedere parte della sua libertà.

L'uomo sopravvive attraverso la stipulazione di patti con i suoi simili, e come detto in precedenza questo provoca che il singolo sopravvive solo con gli altri.

Tutto questo discorso è vero solo se rapportato alla vita materiale dell'uomo, ma può essere valido anche per la vita virtuale?

Nella vita umana virtuale tutto cambia in quanto la libertà è totale e l'uomo virtuale può essere anche senza gli altri creandosi intorno un mondo tutto suo.

Il problema cardine di INTERNET è infatti la troppa libertà, il fatto che chiunque possa pubblicare qualsiasi cosa anche con una valutazione negativa dell'uomo reale.

E' provato che le condanne dell'uomo reale non intaccano più di tanto l'uomo virtuale, basti vedere come siti chiusi dalle autorità riaprono anche se in posizione diversa all'interno della rete.

Si è creato così un secondo mondo, con regole totalmente diverse da quello reale, il rischio è rappresentato dalle ripercussioni che questo mondo virtuale può avere sul mondo reale.

Questa ultima affermazione può apparire assurda ma non è così, infatti la presenza di un luogo senza regole a lungo andare, può provocare destabilizzazione all'interno del modo reale.

Il rischio è che il mondo reale perda coscienza del suo esistere e si adegui alle regole anarchiche del mondo virtuale.

Quando si parla nel mondo reale delle turbative sociali presenti in INTERNET, si parla esclusivamente di reati come la pedofilia, la falsificazione di carte di credito, la violazione dei diritti d'autore, violazione della privacy e delle sette sataniche.

Pochi si saranno accorti che vi sono dei siti che rischiano di provocare una destabilizzazione, parliamo delle “Micronazioni” detti anche “Stati Effimeri”.

La storia delle micronazioni inizia venti anni fa, e va scissa in due fasi.

La prima fase si apre con la fondazione del primo stato effimero il 26 dicembre 1979 ad opera di Robert Madison di Milwaukee creatore del regno di Talossa che si autoproclamò (a soli tredici anni) Re Robert I°. La creazione di questa micronazione è dovuta al fatto che il giovane Robert un giorno, ribellandosi ai suoi genitori dichiarò la sua camera territorio indipendente e sovrano.

Il fatto che un ragazzo di soli tredici anni abbia aperto la strada a questo fenomeno fa pensare soprattutto al senso di sovranità e territorialità insito nella natura umana.

Dal 1979 la Talossa ammette altre persone cominciando già dal 1981 ad avere una popolazione.

Intanto altre micronazioni si creano nel mondo ed il fenomeno così si espande, tra le prime ricordiamo: Il Sacro Impero di Reunion, le Province Unite di Utopia e la Repubblica di Lomar.

Il 26 novembre 1980 è stato un giorno importante per le micronazioni, infatti in quella data Robert Madison con alcuni amici tra cui il Re di Thord e l'Imperatore dell'Impero di Jahn. fonda il LOSS (League Of Secessionist States)1. La lega nasce come organizzazione di unione delle micronazioni, per promuovere gli interessi delle singole e agire come una grande micronazione, in regime di imparzialità.

Il LOSS come l'ONU per le macronazioni ha un segretario generale2.

La storia delle micronazioni però sembra finire lì infatti vi fu un periodo di inattività durato fino al 1996 quando la Talossa aprì il suo sito WEB.

Inizia così la seconda fase della storia delle micronazioni con l'inizio di una vera attività politica e diplomatica.

Infatti con l'esplosione di INTERNET il fenomeno si evolve coinvolgendo migliaia di persone in tutto il mondo, molte sono persone che hanno delle rivendicazioni verso i loro stati di appartenenza.

Oggi fanno parte della Lega 15 micronazioni esse sono:

Aerican Empire, People's Republic of Amador, Baja Arizona, Kingdom of Cherusken, Identidem de Lati, Republic of Marajo, Kingdom of Merovingia, Kingdom of Morovia, Republic of Orange, Inner Realm of Patria, Commonwealth of Port Colice, Kingdom of Porto Claro, Holy Empire of Reunion, Rugen Reich, Zarahemla.

Il LOSS come l'ONU ha le sue assemblee che si svolgono in chat o in teleconferenza su INTERNET, e i lavori sono poi pubblicati sul sito dell'organizzazione dove si possono trovare anche le risoluzioni approvate.

Non dobbiamo però pensare che il fenomeno delle micronazioni sia solo americano, infatti anche nel vecchio continente esistono delle micronazioni, anche in Italia, come la Libera Repubblica di Azzurrea la prima micronazione in lingua italiana e lo stato libero di Henosia nato per volere del suo attuale imperatore Gabriele I°, nel novembre del 1998.

Il fenomeno delle micronazioni è talmente diffuso che si è creato anche un gruppo di discussione su USENET3 sul quale si possono avere varie informazioni riguardo le micronazioni, nonché è un valido mezzo per venire subito a conoscenza della nascita di nuovi stati effimeri.

A prima vista possono sembrare dei simpatici giochi di società, ma ad occhi di altri invece queste micronazioni possono rappresentare un pericolo.

Per chiarire l'argomento appaiono opportuni un breve escursus storico del fenomeno ed una successiva analisi degli aspetti organizzativi delle singole micronazioni nonché del LOSS organo di controllo delle stesse.

Successivamente, si affronterà l'aspetto giuridico con l'analisi delle varie costituzioni e dello statuto del LOSS nonché delle sue risoluzioni con le ripercussioni nel mondo reale, senza trascurare i termini giuridici, termini della sovranità, della territorialità, della autodeterminazione dei popoli.

La domanda da farsi ora è: “esistono conflitti tra gli stati effimeri e quelli reali?”

Per rispondere a questa domanda bisogna prima di tutto vedere se in questi casi si possa o no parlare di “sovranità”, e ancor prima bisogna capire che cosa sia la sovranità.

Secondo Kelsen, la sovranità rappresenta un elemento essenziale del potere dello Stato. Kelsen teorizzava una ipotesi logico-giuridica della sovranità in base alla quale la sovranità non è un fatto percepibile nel mondo esterno dei fatti sociali ma è una ipotesi dell'osservatore un presupposto di considerazioni e di valutazioni.

Contemporaneo di Kelsen è Schmitt che nel 1920 pubblicò un libro dal titolo “La dittatura. Dalle origini dell'idea moderna di sovranità alla lotta di classe proletaria” che pone come fondamento della sovranità il potere assoluto. Schmitt si pose così in posizione contraria a quella di Kelsen. Secondo Kelsen lo Stato non è una forma concreta della esperienza umana come vita vissuta in comunità ma è una formula del discorso giuridico per designare l'ordinamento come insieme di norme.

Per Kelsen la sovranità è l'idea originaria del pensiero, di una scienza giuridica orientata alla conoscenza di ciò che vale normativamente in una prospettiva atemporale priva di storia. Da ciò si deduce che la sovranità dello Stato è identica alla positività del diritto, quindi per Kelsen la sovranità è oggetto del sapere conoscitivo del giurista e in base a ciò le norme dello Stato possono essere prive di contenuto avendo una loro razionalità giuridica che corrisponde alla sovranità esercitata. Questo principio è ravvisato anche da Schmitt che giustificò così il discorso di Hitler del 13 luglio 1934.

La sovranità è una astrazione dei giuristi per Kelsen è una “situazione di fatto” mentre è una “applicazione del diritto” per Schmitt.

La sovranità quindi, come scriveva anche Hobbes, è basata sull'obbedienza e non vi può essere sovranità senza obbedienza, di conseguenza dove c'è obbedienza c'è sovranità in questa maniera si giustificano anche gli Stati totalitari.

Da qui si deduce che la sovranità discende dalla Costituzione, non solo, per Lindsay4 la Costituzione stessa è la sovranità di uno Stato perchè è in base a questa che uno Stato può funzionare.

Va qui ribadito il concetto Kelseniano di Costituzione come legge fondamentale molto contestata dalla dottrina perchè troppo astratta.

Il primo articolo della nostra Costituzione sancisce che: “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” questo principio che viene ripreso in molte Costituzioni è un principio che affida la sovranità al popolo ma nei limiti della Costituzione stessa.

A questo punto si possono tirare le somme riportando queste teorie al caso in oggetto.

Infatti, a chi dubita che le Micronazioni abbiano una loro sovranità perchè prive di un territorio reale si può ribattere che ciò non è vero in quanto si può avere sovranità anche senza territorio.

Questi stati effimeri hanno tutti una loro Costituzione democratica o meno che attribuiscono sovranità ad un certo gruppo che forma il popolo quindi vi è una sovranità al loro interno.

Il fenomeno delle Micronazioni esce quindi da un quadro statico ed ininfluente per essere inquadrato in un campo più vasto e reale alla stregua delle nazioni reali e vi può essere un incontro tra questi ordinamenti e quelli esterni reali.

Non va quindi sottovalutata questa influenza che può anche in alcuni casi stravolgere le sovranità degli stati reali.

Gli stati reali non si sono ancora accorti di queste micronazioni o non vogliono accorgersene ma questo fenomeno potrebbe stravolgere il sistema portando alcuni di questi Stati effimeri ad avere un peso reale concretizzandosi in rivendicazioni verso gli stati reali.

Il mio studio si basa principalmente su questo e cioè il riuscire a capire fino a che punto uno stato effimero può estendersi e quale è il confine che può raggiungere senza travalicare le sovranità degli stati reali.

Tornerò infatti in seguito sull'argomento per capire bene come può una micronazione incidere sulla Sovranità di uno Stato reale.

1Sito INTERNET www.geocities.com/CapitolHill/5111.

2 Ad aprile 1999 è stato eletto Segretario Generale Thomas Leys rappresentante della micronazione di Porto Colice

3La presenza di un NEWSGROUP di per sé è indice di diffusione di un argomento. Infatti la procedura di apertura di un NEWSGROUP è molto complessa. Il primo passo è quello della richiesta RFD (richiesta formale di discussione) dove deve essere riempito un formulario e dare alcune garanzie, la RFD viene valutata dal GCN (gruppo di coordinamento nazionale), della nazione in cui si fa la richiesta. Successivamente all'approvazione del CGN per la durata di 15 giorni la RFD verrà pubblicata nel NEWSGROUP delle novità per valutarne l'apprezzamento, dopo di che il promotore può inoltrare richiesta di CFV (call of votes) contattando il GCN, si terrà un referendum della durata di 30 giorni, i voti saranno mandati via E-Mail (è consentito un voto solo per ogni casella). Per essere ammesso il NEWSGROUP dovrà ricevere almeno 75 voti favorevoli (i contrari non contano). Solo successivamente all'esito positivo di questo referendum il NEWSGROUP sarà autorizzato e quindi aperto. Il NEWSGROUP in questione è: alt.politics.micronations

4A.D. Lindsay, The modern democratic State, Oxford University Press, 1943