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inserito in Diritto&Diritti nel giugno 2001

Contratto collettivo Nazionale di lavoro dei segretari Comunali e provinciali per il Quadriennio normativo 1998-2001 e per il biennio economico 1998-1999.

 

A seguito della delibera del 15.3.2001, con la quale il Consiglio dei
Ministri ha autorizzato il Ministro per la Funzione Pubblica ad esprimere
parere favorevole sul testo dell’ipotesi di accordo per i segretari comunali
e provinciali relativa al quadriennio normativo 1998-2001 ed al biennio
economico 1998-1999 nonché della certificazione positiva della Corte dei
Conti, resa con deliberazione del 15.5.2001 delle Sezioni Riunite in sede di
controllo, sull’attendibilità dei costi quantificati per il medesimo e sulla
loro compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio, il
giorno 16 maggio 2001, alle ore 18, 00, ha avuto luogo l’incontro tra:

L’ARAN, nella persona del Presidente, Avv.Guido Fantoni

ed i rappresentanti delle seguenti organizzazioni e confederazioni
sindacali:

Organizzazioni Sindacali
Confederazioni Sindacali

CGIL-fp/Enti Locali firmato
CGIL firmato
CISL/FPS
firmato CISL firmato
UIL/FPL
firmato UIL firmato

CONFSAL firmato
U.N.S.C.P.
firmato

Coordinamento Sindacale
Autonomo
firmato CISAL
firmato
“Fiadel/Cisal, Fialp/Cisal, Cisas/Fisael, Confail/Unsiau,
Confill Enti Locali-Cusal, Usppi-Cuspel-Fasil-Fadel”

DICCAP -DIPARTIMENTO ENTI LOCALI firmato
CAMERE DI COMMERCIO-POLIZIA MUNICIPALE
(Fenal, Snalcc, Sulpm)

CGIL-f.p.
firmato

CISL/FPS
firmato

UIL/FPL
firmato

CIDA/Enti Locali
firmato CIDA firmato
DIRER/DIREL firmato
CONFEDIR firmato


Al termine della riunione le parti hanno sottoscritto l’allegato CCNL dei
segretari comunali e provinciali relativo al quadriennio normativo
1998-2001 ed al biennio economico 1998 - 1999.



Indice generale


Parte Prima
pag. 6

Titolo I Disposizioni generali pag.
6

Capo I
pag. 6

Art. 1 Campo di applicazione
pag. 6
Art. 2 Durata, decorrenza, tempi e procedure
di applicazione del contratto
pag. 7

Titolo II Sistema delle relazioni sindacali
pag. 8

Capo I Disposizioni generali pag.
8

Art. 3 Obiettivi e strumenti
pag. 8
Art. 4 Contrattazione collettiva decentrata
integrativa
di livello nazionale
pag. 9
Art. 5 Tempi e procedure per la stipulazione o il
rinnovo
del contratto collettivo decentrato integrativo
di livello nazionale
pag. 10
Art. 6 Contrattazione collettiva decentrata
integrativa
di livello territoriale
pag. 11
Art. 7 Informazione
pag. 12
Art. 8 Concertazione
pag. 13

Capo II I soggetti sindacali pag.
14

Art. 9 Composizione delle delegazioni
pag. 14

Capo III I diritti sindacali
pag. 15

Art.10 Permessi, distacchi ed aspettative sindacali
pag. 15
Art.11 Contributi sindacali
pag. 16
Art.12 Pari opportunità
pag. 17

Capo IV Procedure di raffreddamento dei conflitti
pag. 18

Art.13 Clausole di raffreddamento
pag. 18
Art.14 Interpretazione autentica dei contratti
pag. 19


Titolo III
pag. 20

Capo I Il rapporto di lavoro pag.
20

Art.15 Il contratto individuale di lavoro
pag. 20
Art.16 Tenuta ed aggiornamento dei curricula
pag. 22
Art.17 Nomina nell’incarico
pag. 23
Art.18 Revoca dell’incarico
pag. 24

Capo II Struttura del rapporto
pag. 25

Art.19 Orario di lavoro
pag. 25
Art.20 Ferie e festività
pag. 26

Capo III Interruzioni e sospensioni della prestazione pag. 28

Art.21 Assenze retribuite
pag. 28
Art.22 Congedi dei genitori
pag. 30
Art.23 Assenze per malattia
pag. 32
Art.24 Infortuni sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio
pag. 34
Art.25 Congedi per la formazione
pag. 35
Art.26 Servizio militare
pag. 36
Art.27 Aspettativa per motivi personali
pag. 37
Art.28 Aspettativa per dottorato di ricerca o borsa di studio pag. 38
art.29 Altre aspettative previste da disposizioni di legge
pag. 39
Art.30 Cumulo di aspettative
pag. 40
Art.31 Fasce professionali
pag. 41
Art.32 Mobilità presso altre amministrazioni
pag. 43
Art.33 Partecipazione ai corsi di formazione pag.
44
Art.34 Crediti formativi
pag. 45
Art.35 Primo inquadramento nelle nuove fasce
professionali pag. 46
Art.36 Formazione ed aggiornamento
pag. 47
Parte seconda
pag. 48
Titolo I Disposizioni generali pag.
48
Capo I Struttura della retribuzione pag.
48

Art.37 Struttura della retribuzione
pag. 48
Art.38 Incrementi tabellari a
pag. 49
Art.39 Stipendi tabellare
pag. 50
Art.40 Effetti dei nuovi stipendi
pag. 51
Art.41 Retribuzione di posizione
pag. 52
Art.42 Retribuzione di risultato
pag. 53
Art.43 Trattamento economico dei segretari in
disponibilità pag. 55

Art.44 Trattamento economico del segretario con
funzioni
di Direttore Generale
pag. 56
Art.45 Retribuzione aggiuntiva per il segretario
titolare
di sede di segreteria convenzionata
pag. 57
Art.46 Trattamento economico del segretario in
distacco sindacale
pag. 58

Capo II
pag. 59

Art.47 Trattamento di trasferta
pag. 59
Art.48 Trattamento di trasferimento
pag. 61
Art.48-bis Segretari utilizzati presso l’Agenzia nazionale
e la Scuola
pag. 62
Art.49 Copertura assicurativa
pag. 63
Art.50 Mensa
pag. 64
Art.51 Buono pasto
pag. 65

Parte III Estinzione del rapporto di lavoro pag. 66

Art.52 Cause di cessazione del rapporto di lavoro
pag. 66
Art.53 Obblighi delle parti
pag. 67
Art.54 Periodo di preavviso
pag. 68
Art.55 Ricostituzione del rapporto di lavoro
pag. 69
Art.56 Trattamento di fine rapporto di lavoro pag.
70
Art.57 Previdenza complementare
pag. 71
Art.58 Disapplicazioni
pag. 72
Tavola 1 Aumenti tabellari per il biennio economico
1998-1999 pag. 73
Tavola 2 Aumenti retribuzione di posizione
per il biennio economico 1998-1999.
pag. 74

Dichiarazioni congiunte e verbali

Dichiarazione congiunta n.1
pag. 75
Dichiarazione congiunta n.2
pag. 76
Dichiarazione congiunta n.3
pag. 77
Dichiarazione a verbale FPS-CISL
pag. 78
Dichiarazione a verbale CGIL, CISL,UIL, UNSCP
pag. 79
Dichiarazione a verbale CGIL, CISL,UIL,UNSCP
pag. 80
Dichiarazione a verbale CSA
pag. 81








Parte Prima

Titolo I

Disposizioni generali


Capo I

Art.1
Campo di applicazione

1. Il presente CCNL si applica a tutti i segretari comunali e provinciali
iscritti all’albo di cui all’art.98, del Testo unico delle leggi sull’
ordinamento degli enti locali 18 agosto 2000, n.267, e all’art.9 del DPR
n.465/1997.

2. Nel testo del presente contratto i riferimenti al D.Lgs.3 febbraio
1993, n. 29 come modificato, integrato o sostituito dai Decreti Legislativi
4 novembre 1997, n.396, 31 marzo 1998, n. 80 e 29 ottobre 1998, n.387, sono
riportati come D.Lgs.n.29 del 1993.

3. Nel testo del presente contratto i riferimenti al Testo unico delle
leggi sull’ordinamento degli enti locali 18 agosto 2000, n.267 sono
riportati come T.u.e.l.n.267/2000.

4. Nel testo del presente contratto l’Agenzia autonoma per la gestione
dell’albo dei segretari comunali e provinciali è denominata semplicemente
Agenzia nazionale.


Art.2
Durata, decorrenza tempi e procedure di applicazione del contratto


1. Il presente contratto concerne il periodo 1° gennaio 1998 – 31
dicembre 2001 per la parte normativa ed è valido dal 1° gennaio 1998 fino al
31 dicembre 1999 per la parte economica.

2. Gli effetti giuridici decorrono dal giorno successivo alla data di
stipulazione, salvo diversa e specifica prescrizione del presente contratto.

3. Gli istituti a contenuto economico e normativo con carattere
vincolato ed automatico sono applicati dagli enti destinatari entro 30
giorni dalla data di stipulazione di cui al comma 2.

4. Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno
in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera
raccomandata, almeno tre mesi prima di ogni singola scadenza. In caso di
disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono in vigore fino a quando non
siano sostituite dal successivo contratto collettivo.

5. Per evitare periodi di vacanza contrattuale, le piattaforme sono
presentate 3 mesi prima della scadenza del contratto. Durante tale periodo e
per il mese successivo alla scadenza del contratto, le parti negoziali non
assumono iniziative unilaterali né procedono ad azioni dirette.

6. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di
scadenza o dalla data di presentazione delle piattaforme, se successiva, ai
dipendenti del comparto sarà corrisposta la relativa indennità secondo le
scadenze previste dall’accordo sul costo del lavoro del 23.7.1993. Per le
modalità di erogazione di detta indennità, l’A.RA.N stipula apposito accordo
ai sensi degli artt.51 e 52, commi 1, 1-bis, 2, 3 e 4, del D. Lgs.n.29 del
1993.

7. In sede di rinnovo biennale per la parte economica, ulteriore punto
di riferimento del negoziato sarà costituito dalla comparazione tra l’
inflazione programmata e quella effettiva intervenuta nel precedente
biennio, secondo quanto previsto dal citato accordo del 23.7.1993.


Titolo II

Sistema delle relazioni sindacali

Capo I

Disposizioni generali

Art.3
Obiettivi e strumenti

1. Il sistema delle relazioni sindacali, nel rispetto dei distinti ruoli
e responsabilità degli enti e dei sindacati, è definito in modo coerente
con l'obiettivo di contemperare l'esigenza di incrementare e mantenere
elevate l'efficacia e l'efficienza dei servizi erogati alla collettività,
con l'interesse alla valorizzazione ed alla crescita della professionalità
della categoria dei segretari comunali e provinciali e del riconoscimento
della rilevanza dell’apporto degli stessi nella gestione dei processi di
innovazione in atto e nel governo degli enti.

2. Il predetto obiettivo comporta la necessità di un sistema di
relazioni sindacali stabile, che si articola nei seguenti modelli
relazionali:

a) contrattazione collettiva a livello nazionale;
b) contrattazione collettiva decentrata integrativa di livello nazionale
sulle materie e con le modalità indicate nel presente contratto;
c) contrattazione decentrata integrativa di livello territoriale secondo
la disciplina dell’art.6;
d) interpretazione autentica dei contratti collettivi, secondo la
disciplina dell’art. 14 del presente CCNL;
e) concertazione;
f) informazione;
g) consultazione nei casi previsti dal presente contratto.



Art.4
Contrattazione collettiva decentrata integrativa di livello nazionale

1. La contrattazione collettiva decentrata integrativa si svolge a
livello nazionale sulle seguenti materie:
a) pari opportunità, anche per le finalità della legge 10 aprile 1991,
n.125;
b) criteri generali sui tempi e modalità di applicazione delle norme
relative alla tutela in materia di igiene, ambiente, sicurezza e prevenzione
nei luoghi di lavoro, con riferimento al D.Lgs.n.626/1994;
c) condizioni, criteri e parametri per la definizione delle
maggiorazioni della retribuzione di posizione;
d) criteri per la definizione del trattamento economico spettante al
segretario nei casi di reggenza o supplenza;
e) effetti dei provvedimenti di riclassificazione delle sedi di ente sul
trattamento economico del segretario;
f) criteri per la definizione delle modalità di svolgimento e di
partecipazione ai corsi per l’accesso e la progressione in carriera, l’
aggiornamento e la specializzazione;
g) definizione delle risorse da destinare all’attività di formazione ed
aggiornamento;
h) definizione delle modalità di versamento dei contributi sindacali.

2. Fermi restando i principi dell’autonomia negoziale e quelli di
comportamento indicati nell’art.3, comma 1, decorsi trenta giorni dall’
inizio delle trattative, le parti riassumono, relativamente alla materia
indicata alla lett. g), le rispettive prerogative e libertà di iniziativa e
decisione.

3. Il contratto collettivo decentrato integrativo non può essere in
contrasto con i vincoli derivanti dal contratto collettivo nazionale o
comportare oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e
pluriennale del bilancio dell’Agenzia nazionale e degli enti. Le clausole
difformi sono nulle e non possono essere applicate.




Art.5
Tempi e procedure per la stipulazione o il rinnovo del contratto collettivo
decentrato integrativo di livello nazionale


1. I contratti collettivi decentrati integrativi hanno durata
quadriennale e si riferiscono a tutti gli istituti contrattuali rimessi a
tale livello, da trattarsi in un’unica sessione negoziale. Sono fatte salve
le materie previste dal presente CCNL che, per loro natura, richiedano tempi
diversi o verifiche periodiche.

2. L’Agenzia nazionale provvede a costituire la delegazione di parte
pubblica abilitata alle trattative di cui al comma 1 entro trenta giorni da
quello successivo alla data di stipulazione del presente contratto ed a
convocare la delegazio­ne sindacale di cui all'art.9, comma 3, per l'avvio
del negoziato, entro trenta giorni dalla presentazione delle piattaforme.

3. Il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione
collettiva decentrata integrativa con i vincoli di bilancio è effettuato
dal collegio dei revisori dei conti. A tal fine, l’ipotesi di contratto
collettivo decentrato integrativo definita dalla delegazione trattante è
inviata a tale organismo entro 5 giorni, corredata da apposita relazione
illustrativa tecnico-finanziaria. Trascorsi 15 giorni senza rilievi, l’
organo di governo dell’Agenzia autorizza il presidente della delegazione
trattante di parte pubblica alla sottoscrizione del contratto.

4. I contratti collettivi decentrati integrativi devono contenere
apposite clausole circa tempi, modalità e procedure di verifica della loro
attuazione. Essi conservano la loro efficacia fino alla stipulazione dei
successivi contratti collettivi decentrati integrativi.

5. L’Agenzia nazionale è tenuta a trasmettere all’A.RA.N, entro cinque
giorni dalla sottoscrizione, il testo contrattuale con la specificazione
delle modalità di copertura dei relativi oneri con riferimento agli
strumenti annuali e pluriennali di bilancio.
5.
5.



Art.6
Contrattazione collettiva decentrata integrativa di livello territoriale

1. La contrattazione collettiva decentrata integrativa territoriale si
svolge a livello regionale e riguarda la definizione delle indennità da
corrispondere ai segretari gestiti direttamente dalle Sezioni Regionali dell
’Agenzia, sulla base dei criteri stabiliti in sede di contrattazione
decentrata integrativa di livello nazionale;

2. Le Sezioni Regionali dell’Agenzia provvedono a costituire le
delegazioni trattanti di parte pubblica entro trenta giorni dalla data di
stipulazione del contratto collettivo decentrato di livello nazionale e a
convocare le delegazioni sindacali di cui all’art. 9, comma 3, per l’avvio
del negoziato entro trenta giorni dalla presentazione della piattaforma.

3. Il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione
collettiva decentrata integrativa regionale è effettuato dal collegio dei
revisori dei conti dell’Agenzia.

4. La sezione regionale, in caso di certificazione positiva, autorizza
il presidente della delegazione trattante di parte pubblica alla
sottoscrizione del contratto.

5. I contratti collettivi decentrati integrativi regionali non possono
essere in contrasto con i vincoli derivanti dal contratto collettivo
nazionale o da quello decentrato integrativo di livello nazionale e non
possono comportare oneri non previsti negli strumenti di programmazione
annuale e pluriennale del bilancio dell’Agenzia e degli enti presso i quali
i segretari prestano servizio. Le clausole difformi sono nulle e non possono
essere applicate.




Art.7
Informazione

1. L’Agenzia informa periodicamente e tempestivamente i soggetti sindacali
di cui all’art 9, comma 3, sugli atti organizzativi di valenza generale,
anche di carattere finanziario, concernenti il rapporto di lavoro dei
segretari comunali e provinciali e in particolare quelli elencati nell’
art.6,comma 1, del DPR n.465/1997. Ai fini di una più compiuta
informazione, le parti, su richiesta di ciascuna di esse, si incontrano con
cadenza almeno annuale.

2. Nel caso in cui si tratti di materie per le quali il presente CCNL
prevede la concertazione o la contrattazione decentrata integrativa, l’
informazione deve essere preventiva.






Art.8
Concertazione

1. Ciascuno dei soggetti di cui all’art.9, comma 3, ricevuta l’
informazione, ai sensi dell’art.7, può attivare entro i 5 giorni successivi,
mediante richiesta scritta, la concertazione sulle seguenti materie:

a) criteri generali per l’elaborazione dei programmi annuali e
pluriennali della Scuola Superiore relativi all’attività di formazione,
aggiornamento, studio e ricerca, ivi compresi quelle dei corsi di
specializzazione per il conseguimento dell’idoneità per l’iscrizione alle
fasce superiori dell’albo;

b) criteri generali per la tenuta e l’aggiornamento dei curricula, ai
fini della più ampia e completa divulgazione degli stessi anche al fine
assicurare la massima disponibilità di informazioni utili per le procedura
di nomina;

c) criteri generali relativi all’utilizzazione dei segretari comunali e
provinciali in disponibilità, comando, collocamento fuori ruolo,
riammissione in servizio, mobilità ivi compresa quella fra le sezioni dell’
Albo;

d) criteri generali ai fini della determinazione dell’eventuale
percentuale di maggiorazione di cui all’art.98 del T.u.e.l. n.267/2000;

e) criteri generali per la determinazione annuale del numero complessivo
dei segretari da ammettere ai corsi di formazione e specializzazione.

2. La concertazione si svolge in appositi incontri che iniziano entro il
quarto giorno dalla data di ricezione della richiesta; durante la
concertazione le parti si adeguano nei loro comportamenti ai principi di
responsabilità, correttezza e trasparenza.

3. La concertazione si conclude nel termine massimo di trenta giorni dalla
data della relativa richiesta. Dell’esito della stessa è redatto specifico
verbale dal quale risultino le posizioni delle parti. Decorso
infruttuosamente tale termine le parti riassumono le rispettive prerogative
e libertà di iniziativa e decisione.








Capo II
I soggetti sindacali



Art.9
Composizione delle delegazioni


1. Ai fini della contrattazione collettiva decentrata integrativa di
livello nazionale, l’Agenzia nazionale individua i componenti della
delegazione di parte pubblica e ne designa il presidente.

2. Ai fini della contrattazione collettiva decentrata regionale, la
delegazione di parte pubblica è costituita da rappresentanti delle Sezioni
regionali dell’Agenzia e da rappresentanti dell’ANCI e dell’UPI.

3. Per le organizzazioni sindacali, sia ai fini della contrattazione
nazionale decentrata integrativa che di quella di livello regionale, la
delegazione è composta dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di
categoria firmatarie del presente CCNL.

4. E’ fatta salva la possibilità di avvalersi, nella contrattazione
collettiva integrativa decentrata di livello nazionale, dell’assistenza
dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni
(A.RA.N.).



Capo III

I diritti sindacali

Art.10
Permessi, distacchi ed aspettative sindacali

Resta integralmente confermata la disciplina dei CCNQ stipulati in materia
dall’ARAN.




Art.11
Contributi sindacali

1. I segretari hanno facoltà di rilasciare delega, a favore dell’
organizzazione sindacale da loro prescelta, per la riscossione di una quota
mensile dello stipendio per il pagamento dei contributi sindacali nella
misura stabilita dai competenti organi statutari. La delega è rilasciata per
iscritto ed è trasmessa all’ente, all’Agenzia nazionale per i segretari
utilizzati ai sensi dell’art.7, comma 1, del DPR n.465/1997 o comunque
collocati in disponibilità, e alle altre amministrazioni che si avvalgono
dei segretari ai sensi dell’art.19, comma 5, dello stesso DPR n.465/1997, a
cura del segretario o dell’organizzazione sindacale interessata.

2. La delega ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello
del rilascio.

3. Il segretario può revocare in qualsiasi momento la delega rilasciata
ai sensi del comma 1, inoltrando la relativa comunicazione alle
amministrazioni ivi indicate e all’organizzazione sindacale interessata. L’
effetto della revoca decorre dal primo giorno del mese successivo a quello
di presentazione della stessa.

4. Le trattenute devono essere operate dalle amministrazioni di cui al
comma 1 sulle retribuzioni dei segretari in base alle deleghe ricevute e
sono versate mensilmente alle organizzazioni sindacali interessate secondo
modalità concordate con l’Agenzia nazionale.

5. Le amministrazioni di cui al comma 1 sono tenute, nei confronti dei
terzi, alla segretezza sui nominativi del personale delegante e sui
versamenti effettuati alle organizzazioni sindacali.



Art.12
Pari opportunità


1. Al fine di attivare misure e meccanismi tesi a consentire una reale
parità tra uomini e donne, nell’ambito delle più ampie previsioni dell’
art.2, comma 6, della L.125/1991 e degli artt.7, comma 1, e 61 del
D.Lgs.n.29/1993, saranno definiti, con la contrattazione decentrata
integrativa di livello nazionale, interventi che si concretizzino in “azioni
positive” a favore delle lavoratrici.

2. Presso l’Agenzia è costituito l’apposito comitato per le pari
opportunità previsto dall’art.8 del DPR n.465/1997, secondo le modalità e
con i compiti ivi previsti.

3. In sede di negoziazione decentrata integrativa di livello nazionale,
tenendo conto delle proposte formulate dal comitato per le pari opportunità,
sono concordate le misure volte a favorire effettive pari opportunità nelle
condizioni di lavoro e di sviluppo professionale con particolare riferimento
a:
a) accesso ai corsi di formazione professionale e modalità di
svolgimento degli stessi;
b) flessibilità degli orari di lavoro in rapporto a quelli dei servizi
sociali;
c) perseguimento di un effettivo equilibrio di posizioni funzionali a
parità di requisiti professionali;
d) individuazione di iniziative di informazione per promuovere
comportamenti coerenti con i principi di pari opportunità nel lavoro;
e) proporre iniziative dirette a prevenire forme di molestie sessuali
nei luoghi di lavoro, anche attraverso ricerche sulla diffusione e sulle
caratteristiche del fenomeno e l’elaborazione di uno specifico codice di
condotta nella lotta contro le molestie sessuali.

4. Gli effetti delle iniziative assunte dall’Agenzia nazionale, a norma
del comma 3, formano oggetto di valutazione del Comitato di cui al comma 2,
che elabora e diffonde, annualmente, uno specifico rapporto sulla situazione
del personale maschile e femminile nell’ambito della categoria dei segretari
ed in relazione allo stato delle assunzioni, della formazione e della
promozione professionale, dei passaggi di fascia nonché della retribuzione
complessiva di fatto percepita.




Capo IV

Procedure di raffreddamento dei conflitti


Art.13
Clausole di raffreddamento

1. Il sistema delle relazioni sindacali è improntato ai principi di
correttezza, buona fede e trasparenza dei comportamenti ed orientato alla
prevenzione dei conflitti. Entro il primo mese del negoziato relativo alla
contrattazione decentrata le parti non assumono iniziative unilaterali né
procedono ad azioni dirette. Durante il periodo in cui si svolge la
concertazione le parti non assumono iniziative unilaterali sulle materie
oggetto della stessa.


Art.14
Interpretazione autentica dei contratti


1. In attuazione dell'art.53 del D.Lgs n. 29/1993, quando insorgano
controversie sull'interpretazione dei contratti collettivi, le parti che li
hanno sottoscritti si incontrano, entro 30 giorni dalla richiesta di cui al
comma 2, per definire consensualmente il significato del la clausola
controversa.

2. Al fine di cui al comma 1, la parte interessata invia alle altre
richiesta scritta con lettera raccomandata. La richiesta deve contenere
una sintetica descrizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali si
basa; essa deve comunque far riferimento a problemi interpretativi ed
applicativi di rilevanza generale.

3. L'A.RA.N. si attiva autonomamente o su specifica richiesta dell’
Agenzia, delle Associazioni o Unioni rappresentative degli enti del comparto
o del Dipartimento per la Funzione Pubblica.

4. L'eventuale accordo, stipulato con le procedure di cui all'articolo
51 del D.Lgs.n.29/1993, sostituisce la clausola controversa sin dall'inizio
della vigenza del contratto collettivo nazionale.

5. Con analoghe modalità si procede, tra le parti che li hanno
sottoscritti, quando insorgano controversie sull'interpretazione dei
contratti decentrati. L'eventuale accordo, stipulato con le medesime
procedure di cui agli artt.4 e 5 del presente contratto sostituisce la
clausola controversa sin dall'inizio della vigenza del contratto decentrato.

6. Gli accordi di interpretazione autentica di cui ai precedenti commi
producono gli effetti previsti dall'art.53 del D.Lgs n.29/ 1993.










Titolo III

Capo I

Il rapporto di lavoro

Art.15
Il contratto individuale di lavoro


1. Il rapporto di lavoro dei segretari comunali e provinciali é
costituito e regolato da contratti individuali, secondo le disposizioni di
legge, della normativa comunitaria e del presente contratto collettivo di
lavoro. Il rapporto di lavoro con l’Agenzia nazionale si instaura con la
sottoscrizione del contratto individuale con la prima nomina a segretario
comunale.

2. Nel contratto di lavoro individuale, per il quale è richiesta la
forma scritta, sono comunque indicati:
a) data di inizio del rapporto di lavoro, coincidente con la prima
effettiva
assunzione in servizio;
b) qualifica di assunzione e trattamento economico iniziale di fascia;
c) disciplina della fase iniziale del rapporto e relativa prima sede di
destinazione;

3. Il contratto individuale specifica che il rapporto di lavoro è
regolato dai contratti collettivi nel tempo vigenti anche per le cause di
risoluzione del contratto di lavoro e per i termini di preavviso. E', in
ogni modo, condizione risolutiva del contratto, senza obbligo di
preavviso, l'annullamento della procedura di reclutamento che ne costituisce
il presupposto.

4. L'Agenzia nazionale prima di procedere alla stipulazione del
contratto di lavoro individuale ai fini dell'assunzione, invita il
destinatario a presentare la documentazione prescritta dalle disposizioni
regolanti l'accesso al rapporto di lavoro, indicata nel bando di
concorso, assegnandogli un termine non inferiore a trenta giorni, che può
essere incrementato di ulteriori trenta giorni in casi particolari. Nello
stesso termine l’interessato, sotto la sua responsabilità, deve dichiarare,
di non avere altri rapporti di impiego pubblico o privato e di non trovarsi
in nessuna delle situazioni di incompatibilità richiamate dall'art.58 del
D.Lgs. n. 29 del 1993. In caso contrario, unitamente ai documenti, deve
essere espressamente presentata la dichiarazione di opzione per la nuova
amministrazione.

5. Scaduto inutilmente il termine di cui al comma 4, l'Agenzia
nazionale comunica di non dar luogo alla stipulazione del contratto.

6. Il contratto individuale di cui al comma 1, con decorrenza dalla data
di applicazione del presente contratto, sostituisce i provvedimenti di
nomina dei segretari da assumere e ne produce i medesimi effetti.

7. I segretari comunali e provinciali non sono soggetti a periodo di
prova.



Art.16
Tenuta ed aggiornamento dei curricula

1. Al fine di favorire la massima disponibilità di informazioni utili
per le procedure di nomina, l’Agenzia nazionale redige il curriculum
professionale di ciascun segretario, a conclusione del corso di abilitazione
per l’iscrizione all’albo, e provvede al suo continuo aggiornamento.

2. Per le finalità di cui al comma 1, l’Agenzia nazionale provvede alla
redazione ed all’aggiornamento dei curricula dei segretari in servizio
entro sei mesi dalla data di stipulazione del presente contratto.

3. I criteri per la redazione, l’aggiornamento e la tenuta dei curricula
sono definiti dall’Agenzia nazionale, previa concertazione ai sensi dell’
art. 8.


Art.17
Nomina nell’incarico

1. La nomina del segretario avviene nel rispetto delle previsioni del
T.u.e.l. n.267/2000 e del DPR n.465/1997.

2. A tal fine, a seguito dell’avvio della procedura che deve essere
pubblicizzato nelle forme stabilite dal Consiglio nazionale di
amministrazione, la Sezione Regionale dell’Agenzia competente trasmette ai
sindaci che ne hanno fatto richiesta l’elenco dei segretari iscritti e che
non siano già titolari di incarichi presso altri enti, con i relativi
curricula.

3. La mancata accettazione della sede da parte del segretario o la
mancata assunzione del servizio, senza giustificato motivo, determinano gli
effetti di cui all’art.13, comma 10, e dell’art.19, comma 14, del DPR
n.465/1997.






Art.18
Revoca dell’incarico

1. La revoca del segretario avviene nel rispetto delle previsioni del
T.u.e.l. n.267/2000 e del DPR n.465/1997.

2. Il provvedimento di revoca è adottato dal sindaco o dal presidente
della provincia, previa delibera di giunta, e deve essere motivato.

3. L’ente, prima di adottare il provvedimento di revoca, contesta per
iscritto al segretario i fatti o i comportamenti costituenti gravi
violazioni dei doveri di ufficio, convocandolo non prima che siano trascorsi
cinque giorni dal ricevimento della contestazione per sentirlo a sua difesa.
Il segretario può farsi assistere da un rappresentante dell’associazione
sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da un legale di sua fiducia.
Ove il segretario, nonostante la convocazione, non si presenti nel giorno
stabilito o, comunque, non adduca entro lo stesso termine giustificazioni
per iscritto, l’ente adotta il provvedimento di revoca di cui al comma 2.







Capo II

Struttura del rapporto

Art.19
Orario di lavoro

1. Nell’ambito dell’assetto organizzativo dell’ente, il segretario
assicura la propria presenza in servizio ed organizza il proprio tempo di
lavoro, correlandoli in modo flessibile alle esigenze connesse all’
espletamento dell’incarico affidato alla sua responsabilità in relazione
agli obiettivi e programmi da realizzare.

2. La presente disciplina trova applicazione anche nei casi in cui l’
Agenzia nazionale o altra amministrazione si avvalgono di segretari comunali
e provinciali collocati in disponibilità, ai sensi rispettivamente dell’
art.7, comma 1, e dell’art.19, comma 5, del DPR n.465/1997.



Art.20
Ferie e festività

1. Il segretario ha diritto, in ogni anno di servizio, ad un periodo di
ferie retribuito pari a 32 giorni lavorativi, com­prensivi delle due
giornate previste dall'articolo 1, comma 1, lettera "a", della L. 23
dicembre 1977, n. 937. In tale periodo, al segretario spetta anche la
retribuzione di posizione di cui all’art. 41.

2. Il segretario assunto al primo impiego presso la pubblica
amministrazione, dopo la stipulazione del presente contratto, ha diritto a
30 giorni lavorativi di ferie comprensivi delle due giornate previste dal
comma 1. Dopo tre anni di servizio al segretario spettano i giorni di ferie
previsti nel comma 1.

3. Nel caso che presso l’ente, l’Agenzia nazionale o altra amministrazione
che si avvalgono di segretari comunali e provinciali collocati in
disponibilità, ai sensi rispettivamente dell’art.7, comma 1, e dell’art.19,
comma 5, del DPR n.465/1997, l'orario settimanale di lavoro si articoli su
cinque giorni, il sabato è considerato non la­vorativo ed i giorni di ferie
spettanti ai sensi dei com­mi 1 e 2 sono ridotti, rispettivamente, a 28 e
26, comprensivi delle due giornate previste dall'articolo 1, comma 1,
lettera "a", della L. 23 dicembre 1977, n. 937.

4. Al segretario sono altresì attribuite 4 giornate di riposo da fruire
nell'anno solare ai sensi ed alle condi­zioni previste dalla menzionata
legge n. 937/1977. In caso di mancata fruizione delle stesse il trattamento
economico da corrispondere è identico a quello previsto per i giorni di
ferie.

5. La ricorrenza del Santo Patrono della località in cui il segretario
presta servizio è considerata giorno festivo purché ricadente in giorno
lavorativo; nel caso di segretario titolare di segreterie convenzionate, si
considera giorno festivo il Santo Patrono del comune capofila.

6. Nell'anno di assunzione o di cessazione dal servizio la durata delle
ferie è determinata in proporzione dei dodicesimi di servizio prestato. La
frazione di mese su­periore a quindici giorni è considerata a tutti gli
ef­fetti come mese intero.

7. Il segretario che è stato assente ai sensi dell'art.18 conserva il
diritto alle ferie.

8. Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono mo­netizzabili,
salvo quanto previsto nel comma 13. Esse sono fruite, anche
frazionatamente, nel corso di ciascun anno solare in periodi programmati dal
segretario in relazione alle esigenze connesse all’incarico affidato alla
sua responsabilità e nel rispetto dell’assetto organizzativo dell’ente.

9. In caso di rientro anticipato dalle ferie per necessità di servizio, il
segretario ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di
rientro in sede e per quello di ritorno al luogo di svol­gimento delle
ferie, nonché all'indennità di missione per la durata del medesimo viaggio;
il segretario ha inoltre diritto al rimborso delle spese sostenute per il
periodo di ferie non goduto.

10. Le ferie sono sospese da malattie che si siano pro­tratte per più di 3
giorni o abbiano dato luogo a rico­vero ospedaliero. L'amministrazione,
alla quale deve essere inviata la relativa certi­ficazione medica, deve
essere tem­pestivamente informata.

11. In caso di indifferibili esigenze di servizio o perso­nali che non
abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell'anno, le
ferie dovranno essere frui­te entro il primo semestre dell'anno successivo.

12. Il periodo di ferie non è riducibile per assenze per malattia o
infortunio, anche se tali assenze si siano protratte per l'intero anno
solare. In tal caso, il godi­mento delle ferie avverrà anche oltre il
termine di cui al comma 11.

13. Fermo restando il disposto del comma 8, all'atto della cessazione dal
rapporto di lavoro, qualora le ferie spettanti a tale data non siano state
fruite per esigenze di servizio, l'amministrazione di appartenenza procede
al pagamento so­stitutivo delle stesse. Analogamente si procede nel caso che
l’amministrazione receda dal rapporto ai sensi della normativa vigente.





Capo III

Interruzioni e sospensioni della prestazione

Art.21
Assenze retribuite

1. Il segretario ha diritto ai permessi ed ai congedi per eventi e cause
particolari previsti dall’art.4 della legge n.53/2000; per i casi di lutto
del coniuge, di un parente o del convivente trova applicazione la disciplina
di cui al comma 2, lett. b) del presente articolo.

2. Il segretario può assentarsi anche nei seguenti casi:
a) partecipazione a concorsi od esami, limitatamente ai giorni di
svolgimento delle prove, ovvero a corsi di ag­giornamento professionale
facoltativo: giorni otto all'anno;
b) lutti per coniuge, per parenti entro il secondo grado ed affini entro
il primo grado nonché per decesso del convivente stabile: giorni tre
consecutivi per evento; la stabile convivenza è accertata sulla base della
certificazione anagrafica presentata dal segretario;
c) particolari motivi personali o familiari: 3 giorni all’anno.

3. Il segretario ha altresì diritto ad assentarsi per 15 giorni
consecutivi in occasione del matrimonio.

4. Le assenze di cui ai commi 2 e 3 possono cumularsi nell’anno solare,
non riducono le ferie e sono valutate agli effetti dell’anzianità di
servizio.

5. Durante i predetti periodi di assenza al segretario spetta l'intera
retribuzione, compresa la retribuzione di posizione cui all’art. 41.

6. Le assenze previste dall’art.33, comma 3, della legge n.104/1992, non
sono computate ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti
commi e non riducono le ferie.

7. Il segretario ha altresì diritto ad assentarsi, con conservazione della
retribuzione, negli altri casi previsti da specifiche disposizioni di legge
o dei relativi regolamenti di attuazione, ivi compresa la partecipazione
alle riunioni degli organismi di gestione dell’Agenzia nazionale e delle
Sezioni regionali.

8. Il presente istituto sostituisce la precedente disciplina legi­slativa
e contrattuale del congedo straordinario.



Art.22
Congedi dei genitori

1. Ai segretari comunali e provinciali applicano le vigenti disposizioni
in materia di tutela della maternità contenute nella legge n.1204/1971, come
modificata ed integrata dalle leggi n.903/1977 e n.53/2000, nonché le
specifiche previsioni contenute nel presente articolo.

2. Nel presente articolo tutte i richiami alle disposizioni della legge
n. 1204/1971 e della legge n.903/1977 si intendono riferiti al testo degli
articoli di tali leggi risultante dalle modificazioni, integrazioni e
sostituzioni introdotte dalla legge n.53/2000.

3. In caso di parto prematuro alla lavoratrice spettano comunque i mesi
di astensione obbligatoria. Qualora il figlio nato prematuro abbia necessità
di un periodo di degenza presso una struttura ospedaliera pubblica o
privata, la madre ha la facoltà di richiedere che il restante periodo di
congedo obbligatorio post-parto ed il periodo ante-parto, qualora non
fruito, decorra dalla data di effettivo rientro a casa del figlio.

4. Nel periodo di astensione obbligatoria, ai sensi dell’art.4 della
legge n.1204/1971, alla lavoratrice o al lavoratore, anche nell’ipotesi di
cui all’art.6 bis della legge n.903/1977, spettano l’intera retribuzione
fissa mensile, compresa la retribuzione di posizione e quella di risultato
nella misura in cui l’attività svolta risulti comunque valutabile.

5. Nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall’art.7,
comma 1, lett. a), della legge n.1204/1971, per le lavoratrici madri o in
alternativa per i lavoratori padri, i primi trenta giorni, computati
complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche frazionatamente,
non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e
sono retribuiti per intero, con riferimento anche alla retribuzione di
posizione e quella di risultato nella misura in cui l’attività svolta
risulti comunque valutabile.

6. Successivamente al periodo di astensione di cui al comma 4 e fino al
terzo anno, nei casi previsti dall’art.7, comma 4, della legge n.1204/1971,
alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri sono riconosciuti trenta
giorni per ciascun anno, computati complessivamente per entrambi i genitori,
di assenza retribuita secondo le modalità di cui al precedente comma 5.

7. I periodi di assenza di cui ai precedenti commi 5 e 6, nel caso di
fruizione continuativa, comprendono anche gli eventuali giorni festivi che
ricadano all’interno degli stessi. Tale modalità di computo trova
applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi periodi
di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del lavoratore o
della lavoratrice.

8. Ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di astensione
dal lavoro, di cui all’art.7, comma 1, della legge n.1204/1971, la
lavoratrice madre o il lavoratore padre presentano la relativa domanda, con
la indicazione della durata, all’ente di appartenenza, o all’Agenzia
nazionale o alle altre amministrazioni che si avvalgono di segretari
collocati in disponibilità ai sensi dell’art.7, comma 1, e dell’art.19,
comma 5, del DPR n.465/1997, almeno quindici giorni prima della data di
decorrenza del periodo di astensione. La domanda può essere inviata anche a
mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento purché sia assicurato
comunque il rispetto del termine minimo di quindici giorni. Tale disciplina
trova applicazione anche nel caso di proroga dell’originario periodo di
astensione.

9. In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che
rendono oggettivamente impossibile il rispetto della disciplina di cui al
precedente comma 8, la domanda può essere presentata entro le quarantotto
ore precedenti l’inizio del periodo di astensione dal lavoro.

10. In caso di parto plurimo i periodi di riposo di cui all’art.10 della
legge 1204/1971 sono raddoppiati e le ore aggiuntive rispetto a quelle
previste dal comma 1 dello stesso art.10 possono essere utilizzate anche dal
padre.




Art.23
Assenze per malattia

1. Il segretario, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del
posto per un periodo di diciotto mesi. Ai fini della maturazione del
predetto pe­riodo, l’assenza in corso si somma alle assenze per malattia
interve­nute nei tre anni precedenti.

2. Al segretario che ne faccia tempestiva richiesta prima del superamento
del periodo previsto dal comma 1, può essere concesso di assentarsi per un
ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi, ovvero di essere
sottoposto all'accertamento delle sue condizioni di sa­lute, per il tramite
dell’unità sanitaria locale territorialmente compe­tente ai sensi delle
vigenti disposizioni, al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause
di assoluta e permanente inidoneità fisica a svolgere qualsiasi profi­cuo
lavoro.

3. Superati i periodi di conservazione del posto previsti dai commi 1 e 2,
o nel caso che il segretario, a seguito dell'accertamento di cui al comma 2,
sia dichiarato per­manentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo
lavo­ro, il rapporto di lavoro può essere risolto ed al segretario è
corrisposta l'indennità sostitu­tiva del preavviso. A tal fine l’ente
comunica tempestivamente all’Agenzia il superamento dei periodi di
conservazione del posto o la sopravvenuta inidoneità a qualsiasi proficuo
lavoro e l’intervenuta risoluzione del rapporto di lavoro.

4. I periodi di assenza per malattia, salvo quelli previ­sti dal comma 2
del presente articolo, non interrompono la maturazione dell'anzianità di
servizio a tutti gli ef­fetti.

5. Restano ferme le vigenti disposizioni di legge a tutela degli affetti
da TBC.

6. Il trattamento economico spettante al segretario che si assenti per
malattia è il seguente:
a) intera retribuzione , compresa la retribuzione di posizione cui all’
art. 41, per i primi 9 mesi di assenza.
b) 90 % della retribuzione di cui alla lettera "a" per i successivi 3
mesi di assenza;
c) 50 % della retribuzione di cui alla lettera "a" per gli ulteriori 6
mesi del periodo di conservazione del po­sto previsto nel comma 1;
d) i periodi di assenza previsti dal comma 2 non sono retribuiti.

7. In caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita, come ad
esempio l’emodialisi, la chemioterapia, ecc. ai fini della presente
disciplina, sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia i
relativi giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital nonché i giorni di
assenza dovuti alle citate terapie, debitamente certificati dalla competente
Azienda Sanitaria Locale o struttura convenzionata. In tali giornate, il
segretario ha diritto in ogni caso all’intera retribuzione prevista dal
precedente comma 6, lett. a).

8. L'assenza per malattia deve essere tempestivamente co­municata
all'ente, al quale va inviata la relativa certificazione medica.

9. L'ente può disporre il controllo della malattia, nei modi previsti
dalle vigenti disposizioni di legge.

10. Il segretario che durante l'assenza , per particolari motivi, dimori in
luogo diverso da quello di residenza, deve darne tempestiva comunicazione,
precisando l'indi­rizzo dove può essere reperito.

11. Nel caso in cui l'infermità sia causata da colpa di un terzo, l’
eventuale risarcimento del danno da mancato guadagno da parte del terzo
responsabile è versato dal segretario all'ente fino a concorrenza di quanto
dalla stessa erogato durante il periodo di assenza ai sensi del comma 6,
lettere "a", "b" e "c", compresi gli oneri ri­flessi inerenti. La presente
disposizione non pregiudica l'esercizio, da parte dell'ente, di eventuali
azioni dirette nei confronti del terzo responsabile.

12. La disciplina delle assenze per malattia di cui ai precedenti commi
trova applicazione anche nei casi in cui l’Agenzia nazionale o altra
amministrazione si avvalgono di segretari comunali e provinciali collocati
in disponibilità, ai sensi rispettivamente dell’art.7, comma 1, e dell’
art.19, comma 5, del DPR n.465/1997.

13. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano alle
assenze per malattia iniziate successiva­mente alla data di stipulazione del
contratto, nonché a quelle che pur iniziate in precedenza siano ancora in
corso alla stessa data. In ogni caso, in sede di prima applicazione, il
triennio di riferimento previsto dal comma 1 è quello successivo alla data
di stipulazione del presente contratto.




Art.24
Infortuni sul lavoro e malattie
dovute a causa di servizio

1. In caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro, ivi compresi gli
infortuni in itinere riferiti al segretario titolare di sedi convenzionate o
incaricato di reggenza o supplenza, o a malattia riconosciuta dipendente da
causa di servizio, il segretario ha diritto alla conservazione del posto
fino alla guarigione clinica e comunque non oltre il periodo previsto
dall'art.23, commi 1 e 2. In tale periodo al segretario spetta l'intera
retribuzione di cui all'art. 23, comma 6, lett. a), comprensiva della
retribuzione di posizione di cui all’art. 41.

2. Decorso il periodo massimo di conservazione del posto, trova
applicazione quanto previsto dal comma 3 dell'arti­colo 23. Nel caso in cui
l'ente decida di non procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro
previ­sta da tale disposizione, per l'ulteriore periodo di as­senza al
segretario non spetta alcuna retribuzione.

3. Nulla è innovato per quanto riguarda il procedimento previsto dalle
vigenti disposizioni per il riconoscimento della dipendenza da causa di
servizio delle infermità e per la corresponsione dell'equo indennizzo.

4. La disciplina del presente articolo trova applicazione anche nei casi
in cui l’Agenzia nazionale o altra amministrazione si avvalgono di segretari
comunali e provinciali collocati in disponibilità, ai sensi rispettivamente
dell’art.7, comma 1, e dell’art.19, comma 5, del DPR n.465/1997.



Art.25
Congedi per la formazione

1. I congedi per la formazione dei dipendenti, disciplinati dall’art.5
della legge n.53/2000, sono concessi al segretario salvo comprovate esigenze
di servizio.

2. Al segretario, con anzianità di servizio di almeno cinque anni presso
lo stesso ente, possono essere concessi a richiesta congedi per la
formazione.

3. Per la concessione dei congedi di cui al comma 1, il segretario
interessato ed in possesso della prescritta anzianità, deve presentare all
’ente di appartenenza una specifica domanda, contenente l’indicazione dell’
attività formativa che intende svolgere, della data di inizio e della durata
prevista della stessa. Tale domanda deve essere presentata almeno sessanta
giorni prima dell’inizio delle attività formative.

4. L’ente può non concedere i congedi formativi di cui al comma 1 quando
ricorrono le seguenti condizioni:
a) il periodo previsto di assenza superi la durata di 11 mesi
consecutivi;
b) non sia oggettivamente possibile assicurare la regolarità e la
funzionalità dei servizi.

5. Al fine di contemperare le esigenze organizzative degli uffici con l’
interesse formativo del segretario, qualora la concessione del congedo possa
determinare un grave pregiudizio alla funzionalità del servizio, non
risolvibile durante la fase di preavviso di cui al comma 3, l’ente può
differire la fruizione del congedo stesso fino ad un massimo di sei mesi.

6. Al segretario durante il periodo di congedo si applica l’art.5,comma
3, della legge n.53/2000. Nel caso di infermità previsto dallo stesso
articolo 5, relativamente al periodo di comporto, alla determinazione del
trattamento economico, alle modalità di comunicazione all’ente ed ai
controlli si applicano le disposizioni contenute nell’art. 23 e, ove si
tratti di malattie dovute a causa di servizio, nell’art. 24 del presente
CCNL.

7. La disciplina del presente articolo, sussistendone i presupposti,
trova applicazione anche nei casi in cui l’Agenzia o altra amministrazione
si avvalgono di segretari comunali e provinciali collocati in disponibilità,
ai sensi rispettivamente dell’art.7, comma 1, e dell’art.19, comma 5, del
DPR n.465/1997.



Art.26
Servizio militare

1. La chiamata alle armi per adempiere gli obblighi di leva o il
richiamo alle armi per qualunque esigenza delle Forze Armate, nonché
l'arruolamento volontario allo scopo di anticipare il servizio militare
obbligatorio, determinano la sospensione del rapporto di lavoro ed il
segretario ha titolo alla conservazione del posto per tutto il periodo del
servizio militare di leva, senza diritto alla retribuzione.

2. I segretari che prestano il servizio sostitutivo civile hanno diritto
alla conservazione del posto di lavoro per tutta la durata del servizio,
senza retribuzione.

3. Entro quindici giorni dal congedo o dall'invio in licenza illimitata
in attesa di congedo, il segretario deve porsi a disposizione dell'ente,
dell’Agenzia nazionale, nel caso di segretari utilizzati ai sensi dell’
art.7, comma 1, del DPR n.465/1997, e delle altre amministrazioni che si
avvalgono dei segretari ai sensi dell’art.19, comma 5, dello stesso DPR n.
465/1997, per riprendere servizio. Superato tale termine il rapporto di
lavoro è risolto, senza diritto ad alcuna indennità di preavviso nei
confronti del segretario, salvo i casi di comprovato impedimento. A tal fine
l’ente e le altre amministrazioni che si avvalgono dei segretari comunicano
tempestivamente all’Agenzia nazionale la mancata ripresa di servizio del
segretario nel termine prescritto e l’intervenuta risoluzione del rapporto
di lavoro.

4. Il periodo di servizio militare produce sul rapporto di lavoro tutti
gli effetti previsti dalle vigenti disposizioni di legge e contrattuali.

5. I segretari richiamati alle armi hanno diritto alla conservazione
del posto per tutto il periodo del richiamo, che viene computato ai fini
dell’anzianità di servizio. Al predetto personale l’ente, l’Agenzia, nel
caso di segretari utilizzati ai sensi dell’art.7, comma 1, del DPR
n.465/1997, e le altre amministrazioni che si avvalgono dei segretari ai
sensi dell’art.19, comma 5, dello stesso DPR n. 465/1997, corrispondono
l'eventuale differenza tra il trattamento economico erogato dall’
Amministrazione militare e quello fondamentale in godimento presso gli
stessi, comprensivo anche della retribuzione di posizione di cui all’
art.41.



Art.27
Aspettativa per motivi personali

1. Al segretario che ne faccia formale e motivata richiesta possono
essere concessi, compatibilmente con le esigenze organizzative o di
servizio, periodi di aspettativa per esigenze personali o di famiglia,
senza retribuzione e senza decorrenza dell’anzianità, per una durata
complessiva di dodici mesi in un triennio da fruirsi al massimo in due
periodi.

2. I periodi di aspettativa di cui al comma 1 non vengono presi in
considerazione ai fini della disciplina contrattuale per il calcolo del
periodo di comporto del segretario.

3. La presente disciplina si aggiunge ai casi espressamente tutelati da
specifiche disposizioni di legge o, sulla base di queste, da altre
previsioni contrattuali.



Art.28
Aspettativa per dottorato di ricerca o borsa di studio

1. I segretari ammessi ai corsi di dottorato di ricerca, ai sensi della
legge 13 agosto 1984, n. 476 oppure che usufruiscano delle borse di studio
di cui alla legge 30 novembre 1989, n. 398 sono collocato, a domanda, in
aspettativa per motivi di studio senza assegni per tutto il periodo di
durata del corso o della borsa.


Art.29
Altre aspettative previste da disposizioni di legge

1. Le aspettative per cariche pubbliche elettive e per volontariato
restano disciplinate dalle vigenti disposizioni di legge.

2. Il segretario, il cui coniuge presti servizio all’estero, può
chiedere il collocamento in aspettativa senza assegni, qualora l’ente, l’
Agenzia, nel caso di segretari utilizzati ai sensi dell’art.7, comma 1, del
DPR n.465/1997, e le altre amministrazioni che si avvalgono dei segretari ai
sensi dell’art.19, comma 5, dello stesso DPR n. 465/1997, non ritenga di
poterlo destinare a prestare servizio nella stessa località in cui si trova
il coniuge o qualora non sussistano i presupposti per un suo trasferimento
nella località in questione.

3. L’aspettativa concessa ai sensi del comma 2 può avere una durata
corrispondente al periodo di tempo in cui permane la situazione che l’ha
originata. Essa può essere revocata in qualunque momento per ragioni di serv
izio o in difetto di effettiva permanenza all’estero del segretario in
aspettativa.




Art.30
Cumulo di aspettative

1. Il segretario non può usufruire continuativamente di due periodi di
aspettativa, anche richiesti per motivi diversi, se tra essi non
intercorrano almeno sei mesi di servizio attivo. La presente disposizione
non si applica in caso di aspettativa per cariche pubbliche elettive, per
cariche sindacali e per attività di volontariato.

2. L’ente, qualora durante il periodo di aspettativa vengano meno i
motivi che ne hanno giustificato la concessione, può invitare il segretario
a riprendere servizio nel termine appositamente fissato. Il segretario, per
le stesse motivazioni, può riprendere servizio di propria iniziativa.

3. Il rapporto di lavoro è risolto, senza diritto ad alcuna indennità
sostitutiva di preavviso, nei confronti del segretario che, salvo casi di
comprovato impedimento, non si presenti per riprendere servizio alla
scadenza del periodo di aspettativa o del termine di cui al comma 2. In tal
caso l’ente comunica tempestivamente all’Agenzia nazionale la mancata
ripresa di servizio e l’intervenuta risoluzione del rapporto di lavoro.





Art.31
Fasce professionali

1. I segretari comunali e provinciali sono classificati in tre fasce
professionali denominate A, B e C:

a) nella fascia professionale C, sono inseriti i segretari, idonei alla
titolarità di sedi di comuni fino a 3.000 abitanti, a seguito del
conseguimento dell’abilitazione concessa dalla Scuola Superiore di cui all’
art.98, comma 4, del T.u.e.l. n.267/2000;

b) nella fascia professionale B, sono inseriti i segretari, idonei, a
seguito del superamento del corso di specializzazione della Scuola Superiore
di cui all’art.14, comma 1, del DPR n.465/1997, alla titolarità di sedi di
comuni fino a 65.000 abitanti, non capoluogo di provincia; al corso di
specializzazione sono ammessi i segretari con almeno due anni di servizio
nella fascia C.

c) nella fascia professionale A, sono inseriti i segretari, idonei, a
seguito del superamento del secondo corso di specializzazione della Scuola
Superiore, di cui all’art.14, comma 2, del DPR n.465/1997, alla titolarità
di sedi di comuni con popolazione superiore a 65.000 abitanti, di comuni
capoluogo di provincia nonché di province; al corso di specializzazione sono
ammessi i segretari con almeno due anni di servizio in enti con popolazione
compresa tra i 10.001 e 65.000 abitanti.

2. La trasposizione nelle fasce professionali di cui al comma 1 dei
segretari comunali e provinciali già collocati nelle fasce di cui all’
art.12, comma 1, del DPR n.465/1997 avviene secondo le previsioni dell’art.
35 del presente CCNL.

3. Nell’ambito della fascia B, per la nomina in sedi di comuni superiori
a 10.000 e fino a 65.000, è richiesta un’anzianità di servizio del
segretario di almeno due anni in comuni inferiori della medesima fascia.

4. Nell’ambito della fascia A, per la nomina in sedi di comuni superiori
a 250.000 abitanti, di comuni capoluogo di provincia e di amministrazioni
provinciali è richiesta un’anzianità di servizio di almeno due anni in enti
inferiori della stessa fascia. La disposizione di cui all’art.11, comma 10,
ultimo periodo, del DPR n.465/1997 trova applicazione sino al 31.12.2000;
sono fatti salvi i diritti acquisiti entro tale data ai sensi della medesima
disposizione.

5. Il sindaco ed il presidente della provincia nominano il segretario
dell’ente fra gli iscritti nella fascia professionale corrispondente all’
entità demografica dello stesso, fatte salve le riclassificazioni
intervenute con il precedente ordinamento. La corresponsione del trattamento
economico è correlata alla effettiva assunzione in servizio negli enti,
secondo i livelli della retribuzione di posizione di cui all’art.41.

6. L’idoneità conseguita a seguito dei corsi di specializzazione di cui
all’art.14 del DPR n.465/1997 comporta l’iscrizione nella relativa fascia
professionale, fermo restando che con l’applicazione del presente contratto
non è richiesta l’idoneità per i segretari con anzianità di servizio di nove
anni e sei mesi al 31.12.2000.

7. Con l’applicazione del presente contratto, per il conseguimento dell’
idoneità a seguito del corso già indetto per i segretari con un’anzianità di
servizio compresa tra quattro e nove anni e sei mesi, ai sensi dell’art.14,
comma 1, del DPR n.465/1997, e in quello da indire per coloro che risultano
iscritti nella fascia B secondo le disposizioni del presente contratto, già
iscritti nella precedente lettera b) dell’art.12 del DPR n.465/1997, si
prescinde dai riferimenti percentuali indicati nello stesso articolo.

8. Ai fini del conferimento degli incarichi nei comuni superiori a
10.000 abitanti, in sede di prima applicazione del presente contratto, per i
segretari di cui ai commi 6 e 7, si prescinde dal prescritto requisito dei
due anni di anzianità di cui al comma 3.

9. Per i segretari in servizio nei comuni con popolazione superiore a
10.000 e inferiore a 65.000 abitanti, iscritti al 31.12.2000 nella lettera
c) di cui all’art.12 del DPR n.465/1997, inseriti nella fascia B ai sensi
dell’art. 35, l’iscrizione nella fascia A, come disciplinata dal presente
contratto, è subordinata al conseguimento dell’idoneità da acquisire con il
corso di cui all’art.14, comma 2, del citato DPR n.465/1997.






Art.32
Mobilità presso altre amministrazioni

1. In caso di mobilità presso altre pubbliche amministrazioni, con la
conseguente cancellazione dall’Albo:

a) il segretario collocato nella fascia professionale C del precedente
articolo viene equiparato alla categoria o area professionale più elevata
prevista dal sistema di classificazione vigente presso l’amministrazione di
destinazione;

b) il segretario collocato nella fascia professionale B, con lo stipendio
tabellare iniziale di cui all’art. 39, comma 2, viene equiparato alla
categoria o area professionale più elevata prevista dal sistema di
classificazione vigente presso l’amministrazione di destinazione; la
presente disciplina ha natura transitoria e si applica sino alla data del
31.12.2001.

c) il segretario collocato nella fascia professionale B, con lo
stipendio tabellare economico di cui all’art.39, comma 1, è equiparato al
personale con qualifica dirigenziale;

d) il segretario collocato nella fascia A, è equiparato al personale con
qualifica dirigenziale.



Art.33
Partecipazione ai corsi di formazione

1. L’Agenzia determina annualmente il numero complessivo dei segretari
da ammettere ai corsi ai sensi dell’art.14, comma 6, del DPR n.465/1997, e
disciplina le relative modalità di partecipazione, previa contrattazione
decentrata integrativa nazionale ai sensi dell’art.4, commi 1 e 2.

2. Qualora il numero di cui al comma 1 risulti superiore a quello
stabilito dal Consiglio di Amministrazione, sono individuati, con le stesse
modalità di cui all’art.4, commi 1 e 2, i criteri per la definizione della
graduatoria necessaria per l’ammissione ai corsi, tenendo conto dell’
anzianità di servizio e del credito formativo di cui all’art. 34.


Art.34
Crediti formativi

1. Il credito formativo matura a seguito della partecipazione a percorsi
formativi organizzati dalla Scuola Superiore ai sensi dell’art.5, comma 3,
del DPR n.396/1998, con esclusione dei corsi di specializzazione.

2. L’entità del credito formativo è determinato, in relazione alle
attestazioni e valutazioni rilasciate dalla Scuola Superiore al termine dei
percorsi formativi di cui al precedente comma, attraverso un idoneo sistema
di certificazione delle competenze maturate.

3. Il sistema di certificazione di cui al comma 2, definito dal
Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia nazionale, previa contrattazione
con le organizzazioni sindacali, viene basato su standard formativi distinti
per fasce in relazione ai quali si determina l’accrescimento del credito.
Esso può tener conto delle competenze già in possesso dei soggetti,
acquisite al di fuori dei percorsi formativi.







Art.35
Primo inquadramento nelle nuove fasce professionali

1. In sede di prima applicazione dell’art. 31 del presente CCNL, con
effetto dalla data di stipulazione definitiva dello stesso, i segretari
comunali e provinciali attualmente in servizio alla stessa data, sono
inseriti nelle nuove fasce professionali secondo i seguenti criteri di
corrispondenza:

a) nella fascia professionale C sono iscritti i segretari inseriti nella
precedente fascia professionale corrispondente alla lettera a) dell’art.12,
comma 1, del DPR n.465/1997;

b) nella fascia professionale B, sono iscritti i segretari inseriti nella
precedente fascia professionale corrispondente alla lettera b) dell’art.12,
comma 1, del DPRn.465/1997 nonché quelli inseriti nella precedente fascia
professionale corrispondente alla lettera c) dell’art.12, comma 1, del DPR
n.465/1997;

c) nella fascia professionale A sono iscritti i segretari di cui alle
lettere d) ed e) dell’art.12, comma 1, del DPR n.465/1997.

2. Restano confermati gli effetti dei provvedimenti adottati dall’
Agenzia in attuazione dell’art.12 del DPR n.465/1997.



Art.36
Formazione ed aggiornamento

1. La formazione e l’aggiornamento professionale sono elementi
essenziali per lo sviluppo e la valorizzazione delle capacità e delle
attitudini del segretario e rappresentano un indispensabile supporto per l’
assunzione delle responsabilità connesse alle funzioni affidate.

2. L’Agenzia nazionale definisce annualmente la quota delle risorse da
destinare alle iniziative di formazione nella misura individuata in sede di
contrattazione decentrata integrativa nazionale.

3. L’Agenzia, nell’ambito dei criteri generali definiti in sede di
contrattazione decentrata integrativa di livello nazionale ai sensi dell’
art. 4, realizza le iniziative formative avvalendosi della Scuola Superiore
di P.A.L.

4. Il segretario deve partecipare alle iniziative di formazione ed
aggiornamento organizzate dalla Scuola Superiore per almeno 20 giorni all’
anno. La partecipazione alle iniziative di formazione, inserite in appositi
percorsi formativi, anche individuali, viene concordata dal segretario
interessato con l’ente, con l’Agenzia nel caso di segretari in disponibilità
o con l’amministrazione presso la quale presta servizio in caso di comando,
di distacco o di posizione di fuori ruolo. Tale partecipazione è considerata
servizio utile a tutti gli effetti.

5. Gli oneri per la partecipazione dei segretari alle iniziative di
formazione ed aggiornamento organizzate dalla Scuola Superiore sono a carico
degli enti presso i quali i medesimi prestano servizio, fatti salvi i casi
in cui gli oneri dei corsi sono assunti integralmente a carico della Scuola.

6. Il segretario può partecipare, senza oneri per l’ente, per l’Agenzia
nel caso di segretari in disponibilità o con l’amministrazione presso la
quale presta servizio in caso di comando, di distacco o di posizione di
fuori ruolo, a corsi di formazione ed aggiornamento che siano in linea con
le finalità indicate nel comma 1 e con i contenuti dei programmi annuali e
pluriennali elaborati dalla Scuola Superiore. Al segretario, inoltre,
possono essere concessi congedi per la formazione ai sensi dell’art.5 della
legge n. 53/2000, secondo la disciplina dell’art. 25.

7. Qualora l’ente, l’Agenzia o l’amministrazione presso la quale presta
servizio, riconosca l’effettiva connessione delle iniziative di formazione
ed aggiornamento svolte dal segretario, ai sensi del comma 6, con le
funzioni allo stesso affidate può concedere un contributo sulla spesa
sostenuta e debitamente documentata.


Parte seconda

Titolo I
Trattamento economico

Capo I
Struttura della retribuzione

Art.37

1. La struttura della retribuzione dei segretari comunali e provinciali
si compone delle seguenti voci:
a) trattamento stipendiale;
b) indennità integrativa speciale;
c) retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita;
d) retribuzione di posizione;
e) maturato economico annuo, ove spettante;
f) retribuzione di risultato
g) diritti di segreteria
h) retribuzione aggiuntiva per sedi convenzionate

2. Al segretario comunale e provinciale compete altresì una tredicesima
mensilità corrisposta nel mese di dicembre di ogni anno.

3. Per il calcolo del compenso per diritti di segreteria previsti dalla
lettera g) del comma 1, si prendono a base le voci di cui allo stesso comma
1, con esclusione delle lettera f).


Art.38
Incrementi tabellari

1. Il valore degli stipendi tabellari previsti dai vigenti contratti
collettivi del 21.5.1996 e del 18.4.1997, per la separata area della
dirigenza, è incrementato nelle misure mensili lorde, per tredici mensilità,
indicate nella tavola 1 con decorrenza dalle date ivi previste.




Art.39
Stipendio tabellare


1. Con effetto dall’1.7.1999, a regime, il nuovo stipendio tabellare dei
segretari comunali e provinciali è stabilito nella misura unica annua lorda
per dodici mensilità di L.37.632.000.

2. Nell’ambito di vigenza della parte economica del presente CCNL, per i
segretari comunali e provinciali comunque collocati nella fascia B con lo
stipendio tabellare annuo di L.23.639.000, stabilito dal CCNL del 25.7.1996,
è previsto uno stipendio tabellare il cui importo è determinato nella misura
percentuale del 65,66% di quello stabilito nel comma 1, pari al valore di
L.24.851.000, e con la decorrenza ivi prevista.

3. Per i segretari comunali e provinciali collocati nella fascia C, lo
stipendio tabellare di cui al comma 1, e con la decorrenza ivi prevista, è
determinato nella misura percentuale del 57,14%, pari al valore di
L.21.675.000.

4. Ai segretari comunali e provinciali della ex seconda classe,
collocati nella fascia B, con decorrenza dalla data di cui al comma 1, è
attribuito lo stipendio tabellare di cui allo stesso comma 1.

5. Sono confermate l’indennità integrativa speciale e la retribuzione
individuale di anzianità in godimento alla data di stipulazione del presente
CCNL; è altresì confermato il maturato economico in godimento secondo la
disciplina dei vigenti contratti collettivi ed il trattamento economico ad
personam di cui all’art.40, commi 5 e 6, del CCNL del 16.5.1995, come
integrato dall’accordo successivo del 14.9.1995.


Art.40
Effetti dei nuovi stipendi

1. Le misure degli stipendi tabellari risultanti dall’applicazione dell’
art. 39 hanno effetto sulla tredicesima mensilità, sul trattamento ordinario
di quiescenza, normale e privilegiato, sull’indennità premio di fine
servizio, sull’indennità alimentare, sull’equo indennizzo, sulle ritenute
assistenziali e previdenziali e relativi contributi e sui contributi di
riscatto.

2. I benefici economici risultanti dall’applicazione dell’art. 39 sono
corrisposti integralmente alle scadenze e negli importi previsti dal
medesimo articolo al segretario comunque cessato dal servizio, con diritto a
pensione, nel periodo di vigenza contrattuale. Agli effetti dell’indennità
premio di servizio, dell’indennità sostitutiva del preavviso, nonché di
quella prevista dall’art. 2122 del codice civile, si considerano solo gli
scaglionamenti maturati alla data di cessazione del rapporto.


Art.41
Retribuzione di posizione

1. Ai segretari comunali e provinciali è confermata l’attribuzione del
compenso denominato retribuzione di posizione, collegata alla rilevanza
delle funzioni attribuite ed alle connesse responsabilità in relazione alla
tipologia dell’ente di cui il segretario è titolare. Tale denominazione è
riferita anche ai compensi prima denominati “indennità di direzione” di cui
all’art. 40, comma 3, del CCNL del comparto Ministeri.

2. Con decorrenza dal 31.12.1999, e a valere dall’1.1.2000, le misure
dell’ex indennità di direzione, di cui all’art.40, comma 3 del CCNL del
comparto Ministeri del 16.5.1995, nel testo risultante a seguito dell’
accordo successivo del 14.9.1995, e della retribuzione di posizione di cui
all’art.2 del CCNL del 18.4.1997, sono incrementate negli importi annui
lordi per tredici mensilità indicati nella tavola 2.

3. Con effetto dalla stessa data, i valori complessivi annui lordi, per
tredici mensilità, della retribuzione di posizione dei segretari comunali e
provinciali sono così rideterminati:

livello A
1) incarichi in enti metropolitani
L. 72.314.000
2) incarichi in enti oltre 250.000 abitanti, in comuni
capoluogo di provincia, in amministrazioni provinciali
L. 56.820.000
3) incarichi in enti fino a 250.000 abitanti
L. 34.092.000

livello B
1) incarichi in enti superiori a 10.000 e fino a 65.000 abitanti
L. 23.754.000
2) incarichi in enti tra 3.000 e 10.000 abitanti
L. 17.744.000

livello C
1) incarichi in enti fino a 3000 abitanti
L. 10.213.000

Gli enti indicati nei numeri 2 e 3 del livello A e numeri 1 e 2 del livello
B ricomprendono anche quelli riclassificati.

4. Gli Enti nell’ambito delle risorse disponibili e nel rispetto della
capacità di spesa, possono corrispondere una maggiorazione dei compensi di
cui al comma 3. Le condizioni, i criteri ed i parametri di riferimento per
definire le predette maggiorazioni sono individuate in sede di
contrattazione decentrata integrativa nazionale.
5. Gli enti assicurano, altresì, nell’ambito delle risorse disponibili e
nel rispetto della capacità di spesa, che la retribuzione di posizione del
segretario non sia inferiore a quella stabilita per la funzione dirigenziale
più elevata nell’ente in base al contratto collettivo dell’area della
dirigenza o, in assenza di dirigenti, a quello del personale incaricato
della più elevata posizione organizzativa.

6. La retribuzione di posizione nel valore annuo definito ai sensi del
precedente comma 3 assorbe ogni altra forma di compenso connessa alle
prestazioni di lavoro, ivi compreso quello per lavoro straordinario, con
eccezione di quelli, indicati nell’art.37, comma 1, lett. g), fino a diversa
disciplina del CCNL dell’area della dirigenza del comparto Regioni-Autonomie
Locali.

7. Al segretario comunale e provinciale in posizione di disponibilità
ed incaricato della reggenza o supplenza spetta la stessa retribuzione di
posizione prevista per l’ente presso il quale assume servizio, ove il
relativo importo sia superiore a quello garantito ai sensi dell’art. 43.


Art.42
Retribuzione di risultato

1. Ai segretari comunali e provinciali è attribuito un compenso annuale,
denominato retribuzione di risultato, correlato al conseguimento degli
obiettivi assegnati e tenendo conto del complesso degli incarichi aggiuntivi
conferiti, ad eccezione dell’incarico di funzione di Direttore Generale.

2. Gli Enti del comparto destinano a tale compenso, con risorse
aggiuntive a proprio carico, un importo non superiore al 10 % del monte
salari riferito a ciascun segretario nell’anno di riferimento e nell’ambito
delle risorse disponibili e nel rispetto della propria capacità di spesa.

3. Ai fini della valutazione dei risultati conseguiti e dell’erogazione
della relativa retribuzione ad essa correlata, gli Enti utilizzano, con gli
opportuni adattamenti, la disciplina adottata ai sensi del D.Lgs.n.286/1999,
relativo alla definizione di meccanismi e strumenti di monitoraggio dei
costi, dei rendimenti e dei risultati.




Art.43
Trattamento economico dei segretari in disponibilità

1. Ai segretari comunali e provinciali collocati in disponibilità di cui
all’art.19, comma 7, del DPR n.465/1997, è corrisposto il trattamento
economico in godimento presso l’ultima sede di servizio e composto delle
seguenti voci:
- trattamento stipendiale di fascia;
- indennità integrativa speciale;
- tredicesima mensilità;
- retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita;
- retribuzione di posizione;
- maturato economico, ove spettante
- retribuzione aggiuntiva per sedi convenzionate.

2. In caso di nomina presso un ente di fascia immediatamente inferiore a
quella di iscrizione, il segretario collocato in disponibilità conserva il
trattamento economico in godimento previsto dal comma 1. I relativi oneri
sono a carico dell’ente di nomina ad eccezione di quelli relativi alla
retribuzione di posizione che rimangono a carico dall’Agenzia per la quota
corrispondente alla differenza tra quella in godimento e quella prevista per
la fascia di appartenenza dell’ente.




Art.44
Trattamento economico del segretario con funzioni di Direttore Generale

1. Al segretario comunale e provinciale, a cui siano state conferite
funzioni di direttore generale, ai sensi dell’art.108 del T.U.n.267/2000,
nell’ente dove svolge le sue funzioni, viene corrisposta in aggiunta alla
retribuzione di posizione in godimento una specifica indennità, la cui
misura è determinata dall’ente nell’ambito delle risorse disponibili e nel
rispetto della propria capacità di spesa.





Art.45
Retribuzione aggiuntiva per il segretario titolare di sede di segreteria
convenzionata

1. Al segretario che ricopre sedi di segreteria convenzionate compete
una retribuzione mensile aggiuntiva di importo pari alla maggiorazione del
25% della retribuzione complessiva di cui all’art.37, comma 1, da a) ad e)
in godimento.

2. Al segretario titolare di segreterie convenzionate, per l’accesso
alle diverse sedi, spetta il rimborso delle spese di viaggio effettivamente
sostenute e documentabili.

3. Gli oneri conseguenti all’applicazione dei commi 1 e 2 si
ripartiscono tra i diversi enti interessati secondo le modalità stabilite
nella convenzione.



Art.46
Trattamento economico del segretario in distacco sindacale

1. Al segretario che usufruisce dei distacchi di cui all’art.5 del CCNQ
del 7.8.1998, spetta il trattamento economico di cui all’art. 37, comma 1,
in godimento al momento del collocamento in distacco.

2. Gli oneri relativi al trattamento economico del segretario in
distacco sindacale sono a carico dell’Agenzia nazionale.




Capo II

Art.47
Trattamento di trasferta

1. Il presente articolo si applica ai segretari comandati a prestare la
propria attività lavorativa in località diversa dalla dimora abituale e
distante più di 10 KM dalla ordinaria sede di servizio. Nel caso in cui il
segretario venga inviato in trasferta in luogo compreso tra la località sede
di servizio e quella di dimora abituale, la distanza si computa dalla
località più vicina a quella della trasferta. Ove la località della
trasferta si trovi oltre la località di dimora abituale le distanze si
computano da quest’ultima località.

2. Ai segretari di cui al comma 1, oltre alla normale retribuzione,
compete:

a) una indennità di trasferta, avente natura non retributiva, pari a:
· L. 46.700 per ogni periodo di 24 ore di trasferta;
· L. 1.945 per ogni ora di trasferta, in caso di trasferte di durata
inferiore alle 24 ore o per le ore eccedenti le 24 ore, in caso di trasferte
di durata superiore alle 24 ore;
b) il rimborso delle spese effettivamente sostenute per i viaggi in
ferrovia, aereo, nave ed altri mezzi di trasporto extraurbani, nel limite
del costo del biglietto di prima classe o equiparate;
c) il rimborso delle spese per i taxi e per i mezzi di trasporto urbani
nei casi e alle condizioni individuati dagli enti secondo la disciplina del
comma 10.

3. Ai soli fini del comma 2, lettera a), nel computo delle ore di
trasferta si considera anche il tempo occorrente per il viaggio.

4. Il segretario inviato in trasferta può autorizzato ad utilizzare il
proprio mezzo di trasporto. In tal caso si applica l’art. 49, commi 3 e
ss.,del presente CCNL e al segretario spetta l’indennità di cui al comma 2,
lettera a), eventualmente ridotta ai sensi del comma 6, il rimborso delle
spese autostradali, di parcheggio e dell’eventuale custodia del mezzo ed una
indennità chilometrica pari ad un quinto del costo di un litro di benzina
verde per ogni Km.

5. Per le trasferte di durata superiore a 12 ore, al segretario spetta
il rimborso della spesa sostenuta per il pernottamento in un albergo di
categoria quattro stelle, secondo la disciplina dell’art.1, comma 68, della
legge n.662/1996, e della spesa per uno o due pasti giornalieri, nel limite
di L.59.150 per il primo pasto e di complessive L.118.300 per i due pasti.
Per le trasferte di durata non inferiore a 8 ore, compete solo il rimborso
per il primo pasto.
Nei casi di missione continuativa nella medesima località di durata non
inferiore a trenta giorni è consentito il rimborso della spesa per il
pernottamento in residenza turistico alberghiera di categoria corrispondente
a quella ammessa per l’albergo, semprechè risulti economicamente più
conveniente rispetto al costo medio della categoria consentita nella
medesima località.

6. Nel caso in cui il segretario fruisca del rimborso di cui al comma 5,
l’indennità di cui al comma 2 viene ridotta del 70%. Non è ammessa in nessun
caso l’opzione per l’indennità di trasferta in misura intera.

7. L’indennità di trasferta non viene corrisposta in caso di trasferte
di durata inferiore alle 4 ore.

8. L’indennità di trasferta cessa di essere corrisposta dopo i primi 240
giorni di trasferta continuativa nella medesima località.

9. Il segretario inviato in trasferta ai sensi del presente articolo ha
diritto ad una anticipazione non inferiore al 75 % del trattamento
complessivo presumibilmente spettante per la trasferta.

10. Gli enti stabiliscono, con gli atti previsti dai rispettivi ordinamenti
ed in funzione delle proprie esigenze organizzative, la disciplina della
trasferta per gli aspetti di dettaglio o non regolati dal presente articolo,
individuando, in particolare, la documentazione necessaria per i rimborsi e
le relative modalità procedurali.

11. Le trasferte all’estero sono disciplinate dalle disposizioni del
presente articolo con le seguenti modifiche:
- l’indennità di trasferta di cui al comma 2, lettera a) è aumentata
del 50% e non trova applicazione la disciplina del comma 6;
- i rimborsi dei pasti di cui al comma 5 sono incrementati del 30%.

12. Agli oneri derivanti dal presente articolo si fa fronte nei limiti delle
risorse già previste nei bilanci dei singoli enti per tale specifica
finalità.



Art.48
Trattamento di trasferimento

1. Al segretario, nel caso che l’assunzione della titolarità di una
nuova sede comporti il cambio della residenza, deve essere corrisposto il
rimborso delle spese documentate di viaggio, vitto ed eventuale alloggio per
sé e per le persone di famiglia che lo seguono nel trasferimento (coniuge,
figli, parenti entro il 3°grado ed affini entro il 2° grado), il rimborso
delle spese documentate di trasporto degli effetti personali, il tutto nei
limiti fissati nell’art. 47 e previ opportuni accordi da prendersi con l’
ente presso il quale deve assumere l’incarico, nonché l’indennità di
trasferta di cui all’art. 47, comma 2, limitatamente alla durata del
viaggio.

2. Il segretario ha altresì diritto al rimborso dell’indennizzo per
anticipata risoluzione del contratto di locazione regolarmente registrato
quando sia tenuto al relativo pagamento per effetto del trasferimento.

3. Agli oneri derivanti dall’applicazione del presente articolo, gli
enti vi fanno fronte nei limiti delle risorse già previste nei bilanci dei
singoli enti per tale specifica finalità.



Art.48 – bis
Segretari utilizzati presso l’Agenzia nazionale e la Scuola

1. In caso di utilizzo di segretari per le esigenze dell’Agenzia o della
Scuola, la sede di cui sono titolari si rende disponibile agli effetti di
legge e regolamentari, con effetto dalla data di efficacia del provvedimento
di utilizzo.

2. Ai segretari durante il periodo di utilizzo compete il trattamento
economico, previsto dall’art.37, comma 1,del presente CCNL, in godimento
alla data del provvedimento di utilizzo.






Art.49
Copertura assicurativa

1. Gli enti, anche per le ipotesi di incarichi di reggenza o di
supplenza, assumono le iniziative necessarie per la copertura assicurativa
della responsabilità civile dei segretari comunali e provinciali, ivi
compreso il patrocinio legale, salvo le ipotesi di dolo e colpa grave. Le
risorse finanziarie destinate a tale finalità sono indicate nei bilanci, nel
rispetto della effettiva capacità di spesa.

2. Analoga iniziativa assumono l’Agenzia nazionale, relativamente ai
segretari comunali e provinciali collocati in disponibilità ed utilizzati
per esigenze dell’Agenzia stessa, ai sensi dell’art.7, comma 1, del DPR
n.465/1997, e le altre pubbliche amministrazioni e loro organismi ed enti
strumentali che comunque si avvalgono di segretari comunali e provinciali ai
sensi dell’art.19, comma 5, dello stesso DPR n.465/1997.

3. Gli enti, stipulano apposita polizza assicurativa in favore dei
segretari comunali e provinciali autorizzati a servirsi, in occasione di
trasferte o per adempimenti di servizio fuori dall’ufficio, del proprio
mezzo di trasporto, limitatamente al tempo strettamente necessario per l’
esecuzione delle prestazioni di servizio. Analoga polizza viene stipulata
dall’Agenzia nazionale e dalle altre pubbliche amministrazioni e loro
organismi ed enti strumentali nel caso di utilizzo di segretari comunali e
provinciali collocati in disponibilità.

4. La polizza di cui al comma 3 è rivolta alla copertura dei rischi non
compresi nell’assicurazione obbligatoria di terzi, di danneggiamento al
mezzo di trasporto di proprietà del segretario, nonché di lesioni o decesso
del segretario medesimo e delle persone di cui sia stato autorizzato il
trasporto.

5. Le polizze di assicurazione relative ai mezzi di trasporto di
proprietà dell’amministrazione sono in ogni caso integrate con la copertura,
nei limiti e con le modalità di cui ai commi 3 e 4, dei rischi di lesioni o
decesso del dipendente addetto alla guida e delle persone di cui sia stato
autorizzato il trasporto.

6. I massimali delle polizze non possono eccedere quelli previsti, per i
corrispondenti danni, dalla legge per l’assicurazione obbligatoria.

7. Gli importi liquidati dalle società assicuratrici in base alle
polizze stipulate da terzi responsabili e di quelle previste dal presente
articolo sono detratti dalle somme eventualmente spettanti al segretario a
titolo di equo indennizzo e per lo stesso evento.


Art.50
Mensa

1. Il segretario, anche nelle ipotesi di incarichi di reggenza e di
supplenza, ha diritto ad avvalersi delle mense di servizio istituite presso
gli enti o, in alternativa, ai buoni pasto sostitutivi, ove riconosciuti al
restante personale, secondo le modalità indicate nell’art. 51; analogo
diritto è riconosciuto altresì al collocato in disponibilità ed utilizzato
per esigenze dell’Agenzia stessa, ai sensi dell’art.7, comma 1, del DPR
n.465/1997, o da altre pubbliche amministrazioni e loro organismi ed enti
strumentali ai sensi dell’art.19, comma 5, dello stesso DPR n.465/1997.

2. Per poter usufruire del diritto alla mensa è necessario essere
effettivamente in servizio.

3. Il segretario è tenuto a pagare, per ogni pasto, un corrispettivo
pari ad un terzo del costo unitario risultante dalla convenzione, se la
mensa è gestita da terzi, o un corrispettivo pari ad un terzo dei generi
alimentari e del personale, se la mensa è gestita direttamente dall’ente o
dall’Agenzia nazionale e dalle altre amministrazioni di cui al comma 1.

4. In ogni caso è esclusa ogni forma di monetizzazione indennizzante.



Art.51
Buono pasto

1. Il costo del buono pasto sostitutivo del servizio di mensa è pari
alla somma che l’ente, l’Agenzia nazionale o le altre amministrazioni di cui
all’art.19, comma 5, del DPR n.465/1997 sarebbe tenuto a pagare per ogni
pasto, ai sensi del comma 3 dell’art. 50, se optasse per l’istituzione della
mensa di servizio.

2. Il segretario ha titolo, secondo le direttive adottate dai singoli
enti per il restante personale, ad un buono pasto per ogni giornata in cui
prestino servizio anche nelle ore pomeridiane.


Parte terza
Estinzione del rapporto di lavoro


Art.52
Cause di cessazione del rapporto di lavoro


1. La cessazione del rapporto di lavoro del segretario, oltre che nei casi
di risoluzione già disciplinati negli artt.23 e 24, ha luogo:

a) al compimento del limite massimo di età o al raggiungimento dell’
anzianità massima di servizio previsti dalle norme di legge;
b) per dimissioni del segretario;
c) per decesso del segretario.




Art.53
Obblighi delle parti

1. Nel caso di cui alla lettera a) dell'art. 52, la risoluzione del
rapporto di lavoro avviene automaticamente al verificarsi della condizione
prevista ed opera dal primo giorno del mese successivo a quello di
compimento dell'età prevista. L’Agenzia nazionale comunica comunque per
iscritto all’interessato l’intervenuta risoluzione del rapporto. Nel secondo
caso di cui alla lettera a) dell’art. 52, l’Agenzia nazionale può risolvere
il rapporto senza preavviso, salvo domanda del segretario per la permanenza
in servizio oltre l’anzianità massima, da presentarsi almeno un mese prima
del verificarsi della condizione prevista. In entrambi i casi l’Agenzia
nazionale informa contestualmente l’ente presso il quale il segretario
presta servizio o le altre amministrazioni che si avvalgono del segretario
ai sensi dell’art.19, comma 5, del DPR n. 465/1997.

2. Nel caso di dimissioni del segretario, questi deve darne comunicazione
scritta all’Agenzia nazionale, informando contestualmente l’ente presso il
quale presta servizio o le altre amministrazioni che si avvalgono dei
segretari ai sensi dell’art.19, comma 5, dello stesso DPR n. 465/1997, nel
rispetto dei termini di preavviso.



Art.54
Periodo di preavviso

1. Nei casi di risoluzione del rapporto con preavviso o con
corre­sponsione dell'indennità sostitutiva dello stesso, i re­lativi termini
sono fissati come segue:

a) 2 mesi per i segretari con anzianità di servizio fino a 5 anni;
b) 3 mesi per i segretari con anzianità di servizio fino a 10 anni;
c) 4 mesi per i segretari con anzianità di servizio oltre 10 anni.

2. In caso di dimissioni del segretario i termini di cui al comma 1 sono
ridotti alla metà.

3. I termini di preavviso decorrono dal primo o dal sedicesimo giorno di
ciascun mese.

4. La parte che risolve il rapporto di lavoro senza l’osservanza dei
termini di cui ai commi 1 e 2 è tenuta a corrispondere all’altra parte un’
indennità pari all’importo della retribuzione spettante per il periodo di
mancato preavviso. L’Agenzia nazionale, anche per i segretari utilizzati ai
sensi dell’art.7, comma 1, del DPR n.465/1997 o comunque collocati in
disponibilità, e le altre amministrazioni che si avvalgono dei segretari ai
sensi dell’art.19, comma 5, dello stesso DPR n. 465/1997, hanno diritto di
trattenere su quanto eventualmente dovuto al segretario, un importo
corrispondente alla retribuzione per il periodo di preavviso da
questi non dato, senza pregiudizio per l’esercizio di altre azioni dirette
al recupero del credito.

5. E’ in facoltà della parte che riceve la comunicazione di risoluzione
del rapporto di lavoro di risolvere il rapporto stesso, sia all’inizio, sia
durante il periodo di preavviso, con il consenso dell’altra parte. In tal
caso non si applica il comma 4.

6. L’assegnazione delle ferie non può avvenire durante il periodo di
preavviso. Pertanto, in caso di preavviso lavorato si dà luogo al pagamento
sostitutivo delle stesse

7. Il periodo di preavviso è computato nell’anzianità a tutti gli effetti.

8. In caso di decesso del segretario, l'Agenzia nazionale corrisponde agli
aventi diritto l'in­dennità sostitutiva del preavviso secondo quanto
stabili­to dall'art.2122 del c.c. nonché una somma corrispondente ai giorni
di ferie maturati e non goduti.

9. L'indennità sostitutiva del preavviso deve calcolarsi computando la
retribuzione fissa e le stesse voci di trattamento accessorio riconosciute
in caso di malattia superiore a 15 giorni.


Art.55
Ricostituzione del rapporto di lavoro

1. Il segretario il cui rapporto di lavoro si sia interrotto per effetto
di dimissioni può richiedere all’Agenzia nazionale, entro 5 anni dalla data
delle dimissioni stesse, la ricostituzione del rapporto di lavoro. In caso
di accoglimento della richiesta, il segretario è ricollocato nella medesima
fascia professionale posseduta al momento delle dimissioni.

2. La stessa facoltà di cui al comma 1 è data al segretario, senza i
limiti temporali di cui al medesimo comma 1, nei casi previsti dalle
disposizioni di legge relative all’accesso al lavoro presso le pubbliche
amministrazioni in correlazione con la perdita e il riacquisto della
cittadinanza italiana o di uno dei paesi dell’Unione Europea.

3. Nei casi previsti dai precedenti commi, la ricostituzione del
rapporto di lavoro è subordinata alla disponibilità del corrispondente posto
nel numero complessivo degli iscritti albo.



Art.56
Trattamento di fine rapporto di lavoro

1. La retribuzione annua da prendersi a base per la liquidazione del
trattamento di fine rapporto di lavoro del segretario ricomprende le
seguenti voci:

- trattamento stipendiale di fascia;
- indennità integrativa speciale;
- retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita;
- retribuzione di posizione;
- maturato economico annuale, ove spettante;
- retribuzione aggiuntiva del segretario titolare di sedi di
segreteria convenzionate;
- diritti di segreteria.



Art.57
Previdenza complementare

1. Le parti convengono sulla necessità che i segretari possano usufruire
di una tutela previdenziale complementare a contribuzione definita e a
capitalizzazione individuale ai sensi del D.Lgs.n.124/1993, della legge
n.335/1995 e delle successive modificazioni ed integrazioni.

2. A questi fini le parti prendono atto che sono in corso negoziati per
definire l’accordo istitutivo del Fondo pensione complementare per tutti i
lavoratori dei comparti Regioni-Autonomie Locali e Sanità, al quale farà
seguito la disciplina dello statuto, del regolamento elettorale per
pervenire all’atto costitutivo del Fondo medesimo ed ai successivi
adempimenti a cura di quest’ultimo.




Art.58
Disapplicazioni

1. Dalla data di entrata in vigore del presente contratto è disapplicata
la disciplina
di cui all’art.17 del DPR n. 465/1997.

































Dichiarazione congiunta n.1

Le parti si danno reciprocamente atto che, ai fini di una compiuta ed
equilibrata regolazione degli effetti del convenzionamento delle sedi di
segreteria sul trattamento economico dei segretari interessati, in sede di
revisione della disciplina del DPR n.465/1997, il numero delle sedi
convenzionabili sia determinato sulla base di parametri che rendono coerente
lo svolgimento della funzione con le esigenze di efficienza ed efficacia
dell’azione amministrativa.




Dichiarazione congiunta n.2

Le parti auspicano un sollecito espletamento dei corsi di cui al comma 9
dell’art.31 del CCNL relativo al quadriennio normativo 1998-2001 valevoli
per i segretari con più di nove anni e sei mesi di servizio.






Dichiarazione congiunta n. 3


Le parti si danno reciprocamente atto dell’impegno di pervenire alla
definizione della disciplina generale relativa alle seguenti materie:

- definizione del contenzioso del precedente contratto;
- disciplina valutazione del servizio pre-ruolo ai fini della
progressione nelle fasce professionali;
- disciplina del maturato economico per i segretari generali
nominati prima del presente contratto;
- disciplina degli effetti giuridici ed economici per i segretari
nominati ai sensi dell’art. 11, comma 10 del DPR n. 465/1997;



Le parti, inoltre, concordano sull’esigenza che sia organicamente
ridisciplinata, in sede di revisione del regolamento approvato col DPR n.
465/1997, la materia delle convenzioni di segreteria, in modo da
salvaguardare la duplice esigenza della più efficace e produttiva
utilizzazione del segretario comunale, nel rispetto della professionalità da
un lato, e, dall’altro, di favorire le forme organizzative per l’esercizio
associato dei ruoli e delle funzioni, secondo lo spirito del T.UE.L. n.
267/2000.
A tal proposito occorrerà prevedere i limiti oltre i quali vengono a
vanificarsi gli scopi per cui sono concepiti gli accordi convenzionali.




DICHIARAZIONE A VERBALE FPS-CISL



La FPS – CISL ritiene gravemente discriminatorie la normativa
prevista all’art.31, comma 1, lett.c), introdotta a modifica rispetto al
testo presiglato il 24.11.2000, che prevede uno sbarramento artificioso alla
possibilità di partecipazione al corso di specializzazione per la fascia A)
nel caso in cui non si sia prestato servizio almeno due anni in Enti tra
10001 e 65000 abitanti, e la normativa dello stesso articolo c.4 che prevede
la permanenza obbligatoria per due anni in enti inferiori a 250.000 abitanti
per gli iscritti in fascia A.















Dichiarazioni delle OO. SS.

C.G.I.L. – C.I.S.L. – U.I.L. e Unione concordano nella necessità che in
sede di revisione del regolamento debbano essere introdotte le integrazioni
della disciplina sulla revoca in previsione di assicurare ogni forma di
garanzia, analogamente a quella prevista per tutta la dirigenza pubblica, ai
fini dell’uso corretto dell’istituto.












DICHIARAZIONE A VERBALE CGIL-CISL- UIL-UNSCP


Il maturato economico e la retribuzione individuale di anzianità spettanti
ai segretari che abbiano acquisito la qualifica dirigenziale a decorrere
dall’1/1/1997, devono essere attribuiti sulla base della stessa normativa
applicata precedentemente a tale data, tenendo conto del fatto che il D.Lgs.
31/03/1998 n. 80, con l’articolo 43, abrogando il comma 3 dell’articolo 72
del D.Lgs. 03/02/1993, ha restituito validità al D.Lgs. n. 681/82 e legge di
conversione n. 869/82.



C.S.A.
CORDINAMENTO SINDACALE AUTONOMO

DICHIARAZIONE A VERBALE


In riferimento al presente accordo, relativo al Contratto
Collettivo di Lavoro dei Segretari Comunali e provinciali per il quadriennio
normativo 1998-2001 e per il biennio economico 1998-1999, la scrivente
Organizzazione sindacale, pur sottoscrivendolo, rileva che lo stesso
presenta soluzioni e statuizioni che penalizzano fortemente la categoria.
Infatti, confrontando tale accordo con il contratto già in
vigore, dell’area della dirigenza del comparto “Regioni –Autonomie Locali”
si evidenzia che ancora una volta il Segretario Comunale, che svolge
funzioni sopraordinate rispetto ai dirigenti del Comune, si trova in
posizione economicamente svantaggiata rispetto a quella dei dirigenti
stessi.

In merito si sottolineano le seguenti norme contrattuali:

Art.20 – Ferie e festività – commi 2 e 3
Non si capisce la diversificazione delle ferie, che, per equità, dovrebbero
essere uguali per tutti.

Art.31 – Fasce professionali
La norma contrattuale modifica la legge, riducendo le fasce professionali da
5 (D.P.R. n.465/1997) a 3, salvo ad articolare le tre fasce in sottofasce.

Art.36 – Formazione e aggiornamento
Sembra illogico e certamente non incentivante al fine di migliorare la
professionalità e qualità del lavoro, che gli oneri per la partecipazione a
corsi di formazione e aggiornamento siano a carico del Segretario, salva la
concessione da parte del comune di un “contributo” sulla spesa sostenuta.

Art.42 – Retribuzione di risultato
Ne viene determinato l’importo nella misura del 10% del monte salari; per i
Dirigenti del Comune ne è stato determinato l’importo nella misura del 15%
del monte salari.

A conclusione delle considerazioni di cui sopra si rileva,
altresì, che non si fa menzione dell’indennità di risultato che i Segretari
Comunali avrebbero dovuto percepire in relazione al precedente contratto di
lavoro e che mai fu erogata, creando l’ennesima sperequazione nei confronti
dei dirigenti che l’anno regolarmente percepita.

Roma, lì 16/05/2001

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