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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 10/05/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39338-la-polizza-claims-made-che-esclude-la-copertura-dei-danni-richiesti-dopo-la-vigenza-del-contratto-illecita

Autore: Lattarulo Carmine

La polizza claims made che esclude la copertura dei danni richiesti dopo la vigenza del contratto è illecita

La polizza claims made che esclude la copertura dei danni richiesti dopo la vigenza del contratto è illecita

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 10/05/2017

Autore

50323 Lattarulo Carmine

Qui la sentenza n. 10506/2017 - 26/4/2017 - Corte di Cassazione - Civile, III

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La polizza claims made che esclude la copertura dei danni richiesti dopo la vigenza del contratto è illecita È un patto atipico immeritevole di tutela ai sensi dell'art. 1322, comma secondo, c.c., in quanto realizza un ingiusto e sproporzionato vantaggio dell'assicuratore, e pone l'assicurato in una condizione di indeterminata e non controllabile soggezione.
 
Il fatto.
Un paziente convenne in giudizio l’azienda ospedaliera per richiedere il risarcimento del danno in conseguenza di un intervento chirurgico che assumeva imperitamente eseguito. L'Azienda si costituì e chiamò in causa il proprio assicuratore della responsabilità civile, il quale contestò che il contratto escludeva la garanzia per i fatti illeciti commessi dall'assicurato, anche durante la vigenza del contratto, se la richiesta di risarcimento da parte del terzo fosse pervenuta all'assicurato dopo la scadenza del periodo di assicurazione. Il Tribunale rigettò la domanda di garanzia, ma la Corte di Appello la accolse. L’assicuratore ricorreva in Cassazione,
 
La decisione.
Premessa: nel contratto di assicurazione “claims made” ("a richiesta fatta") la garanzia opera se la richiesta risarcitoria avviene durante la durata del contratto (sebbene il danno si sia verificato prima della decorrenza del contratto stesso); un diverso regime di garanzia è quello del contratto “losses occurring”, il quale copre i danni secondo lo schema dell’art. 1917 c.c., ossia quelli verificatisi rigorosamente durante il rapporto assicurativo. Riassumendo molto sinteticamente, nel primo (claims made) è la richiesta che deve ricadere durante il
periodo assicurativo, mentre nel secondo (losses occurring) è il danno, invece, che deve verificarsi nel periodo assicurato.
Il Supremo Collegio accoglie solo formalmente il ricorso dell’assicuratore (cambiando la motivazione della Corte di appello), ma in concreto lo respinge (si trattava in ogni caso di un danno verificatosi durante il periodo assicurato, a prescindere dal momento in cui era pervenuta la richiesta del danneggiato). A prescindere dalla soluzione della controversia, il Relatore, Dott. Marco Rossetti, coglie occasione per offrire una sistematica spiegazione dell’istituto. Della validità di questo tipo di clausole, comunemente dette “claims made”, si sono occupate le Sezioni Unite, con la sentenza n. 9140 del 6 maggio 2016. Con questa decisione le Sezioni Unite hanno stabilito che: 1)  la clausola claims made, nella parte in cui consente la copertura di fatti commessi dall'assicurato prima della stipula del contratto, non è nulla;

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nulla; 2) la clausola claims made, nella parte in cui subordina l'indennizzabilità del sinistro alla circostanza che il terzo danneggiato abbia chiesto all'assicurato il risarcimento entro i termini di vigenza del contratto, non è vessatoria; 3) la clausola claims made, pur non essendo vessatoria, potrebbe tuttavia risultare in singoli casi specifici non diretta a "realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico", ai sensi dell'art. 1322 c.c.. Quest'ultima valutazione tuttavia va compiuta in concreto e non in astratto, valutando: 3a) se la clausola subordini l'indennizzo alla circostanza che sia il danno, sia la richiesta di risarcimento da parte del terzo avvengano nella vigenza del contratto; 3b) la qualità delle parti; 3c) la circostanza che la clausola possa esporre l'assicurato a "buchi di garanzia". Definitivamente stabilito, dalla Sezioni Unite, che la clausola claims made non rende il contratto privo di rischio, e non ne comporta la nullità ex art. 1895 c.c. e che la suddetta clausola non è vessatoria ai sensi dell'art. 1341 c.c., resta, invece, da stabilire, caso per caso, se quella clausola possa dirsi anche "diretta a realizzare interessi meritevoli di tutela", ai sensi dell'art. 1322 c.c., in particolare quando, come nel caso di cui la Corte si è occupata in questa sentenza, escluda il diritto all'indennizzo per i danni causati dall'assicurato in costanza di contratto, ma dei quali il terzo danneggiato abbia chiesto il pagamento dopo la scadenza del contratto. La Corte ha ritenuto  che questo ultimo tipo di clausola non superi il vaglio di meritevolezza richiesto dall'art. 1322 c.c. Il Relatore Dott. Marco Rossetti affonda l’esame di questo parametro nelle radici del codice, nella Relazione al Codice civile: sarà immeritevole ogni patto contrario alla coscienza civile, all'economia, al buon costume od all'ordine pubblico (così la Relazione al Codice, § 603, II
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