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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 19/04/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39289-la-confisca-a-carico-dell-ente-responsabile-per-i-reati-dei-propri-organi

Autore: Federica Comito

La confisca a carico dell’Ente responsabile per i reati dei propri organi

La confisca a carico dell’Ente responsabile per i reati dei propri organi

Pubblicato in Diritto amministrativo, Diritto penale il 19/04/2017

Autore

50507 Federica Comito
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La confisca a carico dell’Ente responsabile per i reati dei propri organi L’entrata in vigore del d.lgs 231/2001 ha rappresentato uno degli eventi più significativi degli ultimi decenni. Da allora in avanti , le persone giuridiche sono divenute destinatarie di risposte sanzionatorie.
Con l’introduzione della responsabilità amministrativa degli enti, si è sentita l’esigenza di riformulare la misura della confisca a tale nuova forma di responsabilità; la confisca penale tradizionale ex art. 240 c.p. è apparsa, infatti, inapplicabile all’ente.
L’ampliamento del novero delle ipotesi di confisca, applicabile alle persone fisiche piuttosto ché alle persone giuridiche, non permette di individuare aspetti comuni a tutte le disposizioni che si riferiscono ad essa.
La dottrina e la giurisprudenza maggioritaria, abbandonano la concezione unitaria della medesima a favore dell’individuazione , al suo interno, di differenti tipi funzionali di confisca.
Accanto l’ipotesi tradizionale di confisca  con finalità preventiva, attualmente, si individuano ipotesi di confisca con finalità punitiva, ovvero di misure ablative che sanciscono un’illiceità oggettiva in termini assoluti.
Il d.lgs 231/2001 individua diverse misure privative del patrimonio dell’ente.
Le stesse trovano il loro fondamento negli articoli 9 e 19 , 23, 6 comma 5° e 15 comma 4° del d.lgs 231/2001.
La prima ipotesi di confisca descritta ex artt. 9 e 19 d.lga 231/2001 rappresenta una misura sanzionatoria. La normativa infatti, prevede che nei confronti dell’ente sia sempre disposta , con sentenza di condanna,
la confisca del prezzo o del profitto del reato , salvo che per la parte che può essere restituita al danneggiato. Ove, non sia possibile eseguire la confisca di cui sopra, la stessa può avere ad oggetto somme di danaro , beni o altre utilità di valore equivalente al prezzo del reato.
Pacificamente, si attribuisce alla confisca di cui all’art. 9 e 19 d.lgs 231/2001 una natura afflittiva e sanzionatoria : il legislatore ha infatti , ricondotto la confisca tra le sanzioni amministrative , insieme alla sanzione pecuniaria, alla sanzione interdittiva e alla pubblicazione della sentenza.
Inoltre, i presupposti previsti ex art. 19 d.lgs 231 /2001 confermano tale conclusione, essendo necessaria, ai fini della sua applicabilità, una sentenza di condanna.
La sanzione della confisca è applicabile sin dalla  fase cautelare, essendo espressamente richiamata ex art. 53 d.lgs 231/2001 rubricato “sequestro preventivo”.

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preventivo”.
Ulteriore ipotesi di confisca descritta dal d.lgs 231/2001 è individuata ex art. 23 d.lgs 231/2001. La disposizione sancisce , nei confronti di coloro che trasgrediscono una sanzione o una misura cautelare interdittiva , la pena della reclusione , la sanzione amministrativa pecuniaria e la confisca del profitto , a norma dell’articolo 19.
Tale misura restrittiva , richiamando la disposizione di cui all’articolo 19, si presenta quale sanzione principale a presidio dell’illecito previsto a carico dell’ente , per l’inquinamento dei divieti imposti dalla misura interdittiva.
Differente rispetto alle ipotesi di confisca sopra analizzate appare la misura descritta dall’art. 6 comma 5° d.lgs 231 /2001.
La dottrina maggioritaria osserva come la norma , disponendo la confisca del profitto che l’ente ha tratto dal reato,  anche ove sia esclusa la responsabilità amministrativa dell’ente, più che una funzione sanzionatoria, assuma una funzione ripristinatoria , volta a ricreare l’equilibrio economico dell’ente e a neutralizzare ogni alterazione economica che il reato presupposto ha causato.
L’ultima ipotesi di confisca prevista dal decreto legislativo istitutivo della responsabilità amministrativa dell’ente è descritta dall’art. 15 comma 4° .
La disposizione , nel imporre , in presenza di determinati requisiti, la prosecuzione dell’attività dell’ente , anche ove sussistano i presupposti per l’applicazione di una sanzione interdittiva, sancisce la confisca del profitto derivante dalla prosecuzione dell’attività.
In questa  ipotesi  di confisca manca sia una finalità di ripristino , sia una finalità special – preventiva che guarda ai rischi connessi alla permanenza  in capo all’ente di determinati vantaggi patrimoniali derivanti dell’illecito.
Una parte della dottrina attribuisce alla stessa una natura di sanzione sostitutiva della sanzione interdittiva.
Il d.lgs 231/2001 individua inoltre tre tipologie di misure ablative per equivalente: art. 19 comma 2° , art. 6 comma 5°, art. 53.
L’obiettivo del legislatore , nel prevedere la
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