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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 19/04/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39286-analisi-tecnica-dell-aspettativa-giuridica

Autore: Sabetta Sergio

Analisi tecnica dell’aspettativa giuridica

Analisi tecnica dell’aspettativa giuridica

Pubblicato in Sociologia e Psicologia del diritto il 19/04/2017

Autore

45602 Sabetta Sergio
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Analisi tecnica dell’aspettativa giuridica             La caratteristica propria dell’essere umano spinto alla ricerca di qualcosa, dalle necessità primordiali del cibo, alla ricchezza e stima sociale, fino alla conoscenza, fa sì che in esso vi sia la nascita di aspettative, questa è una preparazione mentale all’azione che può esplicarsi o meno, la sua mancata consumazione può sfociare in forme patologiche (Janet), essa presuppone l’attenzione sull’oggetto dell’aspettativa in quanto tale acquista una funzione selettiva adattiva sugli oggetti percepiti ( Hebb), l’aspettativa mediante l’attenzione che crea è quindi di per sé una forma di comportamento quale risposta a un complesso di situazioni o stimoli, ma può essere anche interpretata come una struttura della possibilità o di progettazione nel tempo (Heidegger), un tempo che Bergson considera un divenire fluido dove passato, presente e futuro non sono che riflessi di tre presenti nella durata della propria coscienza, da distinguere dal tempo spazializzato della scienza, un “divenire intuito” (Abbagnano), il tempo individuale nella società tecnologica diventa pertanto necessariamente una “fluidità spazializzata” in cui l’aspettativa diventa premessa di un agire “temporalizzato”.
            Lahman a riguardo introduce la distinzione fra “aspettative cognitive e normative”, nella prima ipotesi la delusione nella mancata aspettativa è di adeguamento alla nuova realtà (cognitivo), nella seconda ipotesi una delusione conduce nell’insistere e persistere nella conservazione dell’aspettativa ricorrendo alla tutela istituzionale (normativo), si ha
attraverso il diritto la stabilizzazione e generalizzazione temporale delle aspettative normative di comportamento, con il conseguente formarsi di un determinato ordine sociale tanto più forte quanto più consistenti ed effettivamente applicate le decisioni (informazioni), occorre tuttavia osservare che il processo non è così lineare come sopra descritto, in quanto se le aspettative danno origine alla norma legislativa giurisprudenziale è anche vero che è la norma a creare in molte persone le “aspettative normative” altrimenti non previste e richieste, ecco intervenire e instaurarsi un mercato informativo, il marketing della creazione dell’aspettativa.
            La trasformazione dell’aspettativa da semplice pretesa a norma giuridica richiede una intersoggettività nel contesto sociale ed una sua quale compatibilità con il restante sistema giuridico, restano tuttavia i costi sociali che una qualsiasi norma comporta per una parte della società, circostanza che conduce alla selezione delle aspettative, al superamento delle

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delle resistenze fino alla sua istituzionalizzazione sia nella procedura legislativa che giudiziaria (Luhmann), trattasi come si può ben capire di un continuo processo di adattamento ancor più necessario in una struttura dinamicizzata dalla tecnica e dalla scienza, con tutte le possibilità e aspettative che si possono creare, salta tuttavia in tal modo anche il codice binario si/no su cui si fonda originariamente il diritto nell’impossibilità di tracciare un preciso confine, essendo questo continuamente in movimento, si innesta in questo discorso il problema del rischio e della sua distribuzione tra gli attori sociali.
            I sistemi sociali hanno una loro dinamicità che nasce dai collegamenti strutturali i quali tendono a favorire il reciproco adattamento, mediante processi di scambio di risorse tra sistemi e di reciproco condizionamento, si evita in tal modo il pericolo dell’autoreferenza, la stessa costituzione può essere intesa come elemento di raccordo tra il sistema politico e quello giuridico, dove il sistema giuridico è a sua volta distinto tra i due sistemi legislativo e giurisprudenziale reciprocamente influenzabili, vi è comunque sempre il potenziale rischio del nascere di aspettative normative inattese, frutto delle possibilità tecnologiche che l’evoluzione scientifica comporta, un rischio che si risolve in un potenziale costo che può ricadere inaspettato su chiunque agisca pur rispettando le norme, il quale nel decidere l’azione stessa se ne assume il rischio di potenziali danni (Luhmann), ma i danni sono anche i costi che l’estremizzazione dei potenziali diritti vengono a porre sulla collettività quale loro esternalizzazione, come del resto la negazione dei diritti porta ad un costo individuale, afferma Luhmann che l’inglobare il rischio nel diritto conduce al deteriorarsi della chiarezza del diritto stesso non più “chiaro codice ragione/torto” pertanto limitandolo nel suo valore di orientamento” (Luhmann), i costi vengono a ricadere sul singolo in termini
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