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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 14/04/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39283-il-regime-di-sorveglianza-particolare-disciplina-giuridica-e-caratteri

Autore: Concas Alessandra

Il regime di sorveglianza particolare, disciplina giuridica e caratteri

Il regime di sorveglianza particolare, disciplina giuridica e caratteri

Pubblicato in Diritto penale il 14/04/2017

Autore

47515 Concas Alessandra
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Il regime di sorveglianza particolare, disciplina giuridica e caratteri Il regime di sorveglianza particolare prevede restrizioni al trattamento e ai diritti dei detenuti ritenuti pericolosi per la sicurezza penitenziaria. Può essere applicato anche a detenuti che abbiano scontato lunghi periodi in regime di 41 bis.
Il regime di sorveglianza particolare è disciplinato dagli articoli 14-bis, ter e quater della legge n.354 del 1975.
In base all’art. 14 bis possono essere sottoposti a regime di sorveglianza particolare per un periodo non superiore a sei mesi (prorogabile più volte, ma ogni volta in misura non superiore a tre mesi) i detenuti che con i loro comportamenti compromettono la sicurezza negli istituti penitenziari; quelli che con la violenza o la minaccia impediscono le attività degli altri detenuti; quelli che nella vita penitenziaria mettono in stato di soggezione altri detenuti.
Si può essere sottoposti a regime di sorveglianza particolare, sino dal momento dell’ingresso in istituto, sulla base di precedenti comportamenti tenuti in istituti penitenziari o di comportamenti tenuti in stato di libertà. L'autorità giudiziaria fa una segnalazione all'amministrazione penitenziaria che decide riguardo all’adozione di provvedimenti. In caso di necessità e urgenza l'amministrazione può disporre in via provvisoria la sorveglianza particolare prima dei pareri prescritti, che devono essere acquisiti entro dieci giorni dal provvedimento. Scaduto tale termine l’amministrazione, acquisiti i pareri prescritti, decide entro dieci giorni in via definitiva;
se questi trascorrono senza che vi sia una decisione c'è il decadimento del provvedimento provvisorio.
In base all’art. 14-ter può essere presentato da colui che è sottoposto a regime di sorveglianza particolare un reclamo al tribunale di sorveglianza entro dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento definitivo. Il reclamo non sospende l'esecuzione del provvedimento. Il tribunale di sorveglianza provvede a una decisione entro dieci giorni dalla ricezione del reclamo.
In base all’art 14-quater il regime di sorveglianza particolare comporta restrizioni, necessarie per il mantenimento dell'ordine e della sicurezza, all'esercizio dei diritti dei detenuti e alle regole di trattamento previste dall'ordinamento penitenziario.
Le restrizioni non possono tuttavia riguardare: l'igiene e le esigenze della salute, il vitto, il vestiario e il corredo; il possesso, l'acquisto e la ricezione di generi ed oggetti permessi dal regolamento interno (nei limiti in cui ciò non comporti pericolo

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pericolo per la sicurezza), la lettura di libri e periodici, le pratiche di culto, l'uso di apparecchi radio del tipo consentito, la permanenza all'aperto per almeno due ore al giorno (salvo quanto disposto dall'articolo 10), i colloqui con i difensori, quelli con il coniuge, il convivente, i figli, i genitori, i fratelli.
Se il regime di sorveglianza particolare non é attuabile nell'istituto dove si trova il detenuto, l’amministrazione penitenziaria può disporre, con un provvedimento motivato, il trasferimento in un altro istituto idoneo dandone immediato avviso al magistrato di sorveglianza.
Sino al luglio 2013 erano sottoposti a regime di sorveglianza particolare 64 detenuti (dei quali 4 in esecuzione anche del regime del 41 bis, secondo comma, e 11 sottoposti anche a quello di alta sicurezza).
La legge 10 ottobre 1986 n. 663, la legge Gozzini, colloca la disciplina della sorveglianza particolare nel capo III dell'Ordinamento Penitenziario, dedicato alle "modalità di trattamento". Questo per evidenziare che quello che si introduce con gli articoli 14 bis, ter, quater è una forma di individualizzazione del trattamento basata sulla personalità del soggetto e sulla sua pericolosità. Con questa collocazione si è voluto sottolineare il suo carattere non punitivo, ma preventivo e cautelare, diretto a salvaguardare l'ordine e la sicurezza in carcere.
I presupposti del regime penitenziario della sorveglianza particolare vengono definiti dall'articolo 14 bis dell'Ordinamento Penitenziario, che al comma 1 stabilisce che possono essere sottoposti a regime di sorveglianza per un periodo non superiore a sei mesi, prorogabile anche più volte in misura non superiore a tre mesi, i condannati e gli internati e gli imputati:che con i loro comportamenti compromettono la sicurezza ovvero turbano l'ordine negli istituti che con la violenza impediscono le attività degli altri detenuti o internati che nella vita penitenziaria si avvalgono dello stato
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