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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 17/04/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39282-la-disciplina-della-comunione-legale-cos-come-enucleata-dalla-riforma-al-diritto-di-famiglia

Autore: Arles Calabrò

La disciplina della comunione legale così come enucleata dalla riforma al diritto di famiglia

La disciplina della comunione legale così come enucleata dalla riforma al diritto di famiglia

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 17/04/2017

Autore

50532 Arles Calabrò
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La disciplina della comunione legale così come enucleata dalla riforma al diritto di famiglia Il regime patrimoniale della famiglia, in mancanza di diversa convenzione stipulata ex art. 162 c.c., è costituito dalla comunione legale dei beni, ai sensi dell’art. 159 e 177 e s.s. c.c.
Si ha comunione legale quando i coniugi non hanno stipulato la convenzione di comunione convenzionale, ex art. 210 c.c., ovvero di separazione dei beni ex art. 215 c.c.
La costituzione del fondo patrimoniale ex art. 167 c.c. implica invece la coesistenza con il regime di comunione legale, salvo che sia accompagnato da una pattuizione secondo cui ciascun coniuge conservi la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio.
La comunione dei beni è, quindi, il regime legale che regola i rapporti patrimoniali tra coniugi durante il matrimonio; regime introdotto dalla legge di riforma del diritto di famiglia n.151 del 19 maggio 1975.
In mancanza di una diversa dichiarazione risultante dall'atto di matrimonio o di una diversa convenzione stipulata a norma dell'art. 162 c.c., registrata negli atti dello stato civile, “il regime patrimoniale legale della famiglia è costituito dalla comunione dei beni” (art.159 c.c.), la cui disciplina e oggetto sono stabiliti negli artt. 177, 178 e 179 del c.c..
La comunione legale è funzionalmente strutturata per soddisfare tendenzialmente l'interesse della famiglia, essendo finalizzata a sostenere i pesi e gli oneri per il mantenimento dei componenti della
famiglia medesima, per l'istruzione e l'educazione dei figli e per ogni obbligazione contratta anche separatamente da ciascun coniuge nell'interesse della nucleo familiare.
In particolare, l'art. 177 c.c. prevede che costituiscano oggetto della comunione legale, tra gli altri, anche gli acquisti compiuti dai coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali individuati nell'art.179 c.c., ossia i beni di cui il coniuge era proprietario o sui quali aveva un diritto reale di godimento già prima del matrimonio, le donazione o successioni avvenute durante il matrimonio, i beni di uso strettamente personale dei coniugi e che essi utilizzano per l'esercizio della professione, i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno, le pensioni per perdita della capacità lavorativa e i beni acquistati con il prezzo del trasferimento dei beni personali, purché ciò sia espressamente dichiarato nell'atto di

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A differenza del fondo patrimoniale (art.167 c.c.), dell'usufrutto legale sui beni dei figli minori (art. 324 c.c.) e di eventuali convenzioni matrimoniali (art.210 e ss. c.c.), nonché dei previgenti istituti della dote e del patrimonio familiare, il regime della comunione legale non costituisce un patrimonio separato destinato specificatamente al soddisfacimento dei bisogni della famiglia.
Essa, infatti, non è rappresentata da un patrimonio statico di beni, costituito durante il matrimonio per effetto degli acquisti operati anche singolarmente dai coniugi, ma è anche un regime circolatorio di beni, i cui effetti continuano a prodursi pure al momento dello scioglimento del matrimonio, con la c.d. comunione de residuo, formata dai frutti dei beni personali e dai proventi dell'attività separata dei coniugi, conseguiti ma non consumati durante il matrimonio.
A tal proposito, basti pensare alle norme del codice civile in materia sia di cause si scioglimento del regime legale sia di amministrazione dei beni della comunione legale, sulla quale, durante il matrimonio, possono gravare in via sussidiaria e pro-quota anche debiti contratti per ragioni estranee ai bisogni della famiglia e persino nell'interesse personale di ciascun coniuge.
Può rilevarsi che, a differenza del fondo patrimoniale (artt. 167 e 168, comma 2, c.c.), la comunione legale non è destinata a tutelare e garantire i bisogni della famiglia dopo lo scioglimento del matrimonio, neppure in presenza di figli minori, essendone espressamente previsto lo scioglimento in caso di assenza o di morte anche presunta di uno dei coniugi, di annullamento del vincolo coniugale, di separazione personale o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e persino in caso di fallimento dei coniugi.
Spetta disgiuntamente a ciascun coniuge l'amministrazione ordinaria dei beni ricadenti in comunione legale, mentre spetta congiuntamente ai medesimi l'amministrazione straordinaria.
Più nel dettaglio, l'art.184 c.c. stabilisce che gli
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