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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 05/04/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39246-obbligo-di-deposito-di-copia-cartacea-del-ricorso-e-degli-scritti-difensivi

Autore: Michele Sabbatino

Obbligo di deposito di copia cartacea del ricorso e degli scritti difensivi

Obbligo di deposito di copia cartacea del ricorso e degli scritti difensivi

Pubblicato in Diritto amministrativo il 05/04/2017

Autore

50541 Michele Sabbatino

Qui la sentenza n. 880/2017 - 3/3/2017 - Consiglio di Stato

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Obbligo di deposito di copia cartacea del ricorso e degli scritti difensivi Con l’ordinanza pronunciata dalla VI sezione del Consiglio di Stato, n. 880 del 3 marzo 2017, il Giudice di secondo grado della Giustizia Amministrativa è intervenuto sulla corretta interpretazione dell’art. 7, comma 4, del decreto legge 31 agosto 2016 n. 168, in ordine al deposito della copia cartacea del ricorso e degli scritti difensivi. Il comma 4 pone il seguente precetto: A decorrere dal 1° gennaio 2017 e sino al 1° gennaio 2018, per i giudizi introdotti con i ricorsi depositati, in primo o in secondo grado, con modalità telematiche, deve essere depositata almeno una copia cartacea del ricorso e degli scritti difensivi, con l’attestazione di conformità al relativo deposito telematico”.
In ordine a tale articolo, diverse sono state le possibili interpretazioni fornite. Interpretazioni che spaziano dall’assenza di qualsiasi tipo di sanzione alla incompletezza strutturale del deposito con la conseguenza di mettere in dubbio la tempestività del deposito e la ricevibilità dello stesso.
Il Consiglio di Stato, tra le varie possibili tesi praticabili, ha ritenuto corretta e ragionevole l’interpretazione per cui il deposito della copia cartacea d’obbligo da parte del ricorrente sia precondizione necessaria per la fissazione dell’udienza.
Nel giudizio cautelare collegiale (ex art. 55 C.P.A.) è condizione per l’inizio del decorso del termine dilatorio di 10 giorni liberi, a ritroso dall’udienza
camerale di cui all’art. 55, comma 5, C.P.A., con conseguente impossibilità, prima di detto deposito, di fissare la predetta udienza camerale; per quanto attiene al giudizio di merito è precondizione per il corretto esercizio della potestà presidenziale di cui all’art. 71, comma 3, C.P.A..
Per le parti diverse dal ricorrente il termine per il deposito della copia d’obbligo va individuato – “senza effetti ostativi alla trattazione e definizione dell’affare” – in quello previsto per il deposito: articolo 55, comma 5, c.p.a. per i giudizi cautelari, e art. 73, comma 1, c.p.a. per quelli di merito.
Per arrivare a tale soluzione, il Collegio utilizza, alla base delle sue motivazioni, il generalissimo “principio di conservazione[1]” degli effetti dell’atto, ricostruendo l’intenzione del legislatore. Tale principio di conservazione è positivamente codificato nell’art. 1367 del c.c., in materia di contratti; prevede che “nel dubbio il

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il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno”.
Per l’applicazione di tale principio, il Collegio indaga sullo scopo della norma ritenendo che la finalità del deposito della copia cartacea sia volta a consentire una più agevole lettura degli atti processuali. Da tale finalità ne consegue “l’obbligatorietà” del deposito di almeno una copia cartacea di tali atti (l’ordinanza definisce la prima copia quale “Copia d’obbligo”).
Non sarebbe corretta una esegesi che giungesse a considerare non avvenuto il deposito fino al versamento della copia d’obbligo (con potenziali conseguenze anche in ordine alla ricevibilità del ricorso o della costituzione); né sarebbe corretta una esegesi che, all’opposto, considererebbe del tutto irrilevante, sul piano processuale, l’omissione di tale adempimento ovvero ne consentisse il deposito in udienza.
Tale ordinanza ha il pregio di aderire ad una soluzione ragionevole, in virtù del principio di conservazione degli atti (in tal caso normativi), tanto più che l’obbligo è, al momento, limitato a tutto il 2017 ( si fa notare che è stato probabilmente commesso un mero errore nel prevedere l’obbligo fino al 1° gennaio 2018 e non al 31 dicembre 2017, non considerando che la festività non impedisce agli avvocati di trasmettere i ricorsi che vengono acquisiti precipuamente con la data 1 gennaio 2018), e di aderire a quella interpretazione per cui la ratio della disposizione appaia essere quella di fornire al Giudice - ancora poco propenso all'utilizzo dello strumento telematico - uno strumento ulteriore di studio dell'atto processuale[2] ; tuttavia sconta, a giudizio di chi scrive, alcune criticità interpretative .
In primo luogo, si deve rilevare che lo stesso legislatore ha abrogato l’art. 5, comma 2, allegato II, del Codice del processo amministrativo, nella
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