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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 20/03/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39177-il-contratto-nullo-e-annullabile-le-differenze-e-i-caratteri

Autore: Concas Alessandra

Il contratto nullo e annullabile, le differenze e i caratteri

Il contratto nullo e annullabile, le differenze e i caratteri

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 20/03/2017

Autore

47515 Concas Alessandra
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Il contratto nullo e annullabile, le differenze e i caratteri Come dicevano i latini, gli accordi devono essere sempre rispettati (“pacta sunt servanda”).
I contratti, una volta approvati da entrambe le parti, sia che sia avvenuto per iscritto sia verbalmente, devono anche essere adempiuti.
Questa regola, però, non trova applicazione quando il contratto, per qualsiasi ragione, sia nullo o annullabile.
Anche se nel lessico comune i termini “nullità” e “annullabilità” vengano utilizzati come sinonimi, per il diritto non lo sono affatto.
Nel primo caso, è corretto dire che il giudice “dichiara la nullità del contratto”, mentre nel secondo bisogna più propriamente dire che “il giudice annulla il contratto”.
La nullità è un vizio grave che si verifica subito, indipendentemente dal lavoro del giudice, il quale, non fa che accertare un fatto già realizzato.
Per questo si dice che il giudice “dichiara” la nullità del contratto, egli, cioè, ne prende semplicemente atto.
L' annullabilità ricorre in presenza di vizi meno gravi e scatta se un soggetto ricorre al giudice e gli chiede di annullare il vincolo.
L’annullabilità, quindi, non agisce automaticamente, ma dopo la pronuncia del giudice e grazie a questo. Senza la sentenza che annulla il contratto, l’accordo resta valido, nonostante i vizi.
 
La tradizionale bipartizione dell'invalidità contrattuale, costituita da nullità e annullabilità, è stata introdotta dal legislatore del 1942, nel precedente codice del 1865
trovava spazio la previsione della nullità sulla base del modello francese.

Secondo l'articolo 1418 del codice civile, il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, quando difetta di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325 del codice civile (accordo delle parti, causa, oggetto, forma), quando la causa o i motivi sono illeciti, laddove determinanti per la conclusione del contratto, quando l'oggetto del contratto è impossibile, illecito, indeterminato o indeterminabile, negli altri casi stabiliti dalla legge.


La nullità è la più grave patologia contrattuale, consistendo in una sanzione applicata al verificarsi di vizi "genetici" del contratto, in grado di fare venire meno gli effetti prodotti che sono caducati ab origine, come se lo stesso non fosse mai venuto ad esistenza.
Per queste ragioni, l'azione di nullità è imprescrittibile (ex art. 1422 c.c.), può

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può essere fatta valere ad istanza di chiunque vi abbia interesse e rilevata, anche d'ufficio, da parte del giudice (ex art. 1421 c.c.).


La nullità non è sanabile, convalidabile, salvo che la legge non disponga diversamente (ex art. 1423 c.c.), anche se è relativa esclusivamente a una parte o singole clausole del contratto (c.d. nullità parziale), la stessa si estende all'intero contratto, se risulti che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto (ex art. 1419 c.c.), fatta eccezione per la sostituzione di diritto delle clausole nulle con norme imperative.


A norma dell'articolo 1424 del codice civile, la nullità può produrre gli effetti di un diverso contratto, del quale contenga i requisiti di sostanza e di forma, qualora possa ritenersi, avuto riguardo agli scopi perseguiti dalle parti, che le stesse lo avrebbero voluto se avessero conosciuto la nullità (c.d. conversione del contratto nullo).
La nullità può colpire tutto il negozio ovvero soltanto una parte di esso: si parla in questo caso di nullità parziale, che provoca la nullità dell’intero negozio solo se risulta che le parti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto.
 
La nullità di singole clausole non importa la nullità del negozio, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da norme imperative.
Nel negozio con più di due parti, nelle quali le prestazioni di ciascuna sono dirette al conseguimento di uno scopo comune, la nullità che colpisce il vincolo di una delle parti non importa nullità del negozio, salvo che la partecipazione di essa debba, secondo le circostanze, considerarsi essenziale. Il negozio nullo non può produrre i suoi effetti, ma, a differenza del negozio inesistente, può essere rilevante per il diritto: ad esempio,
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