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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 17/02/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39073-il-principio-di-colpevolezza-e-le-condizioni-obiettive-di-punibilit

Autore: Federica Comito

Il principio di colpevolezza e le condizioni obiettive di punibilità

Il principio di colpevolezza e le condizioni obiettive di punibilità

Pubblicato in Diritto penale il 17/02/2017

Autore

50507 Federica Comito
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Il principio di colpevolezza e le condizioni obiettive di punibilità Il principio di colpevolezza impone che la responsabilità penale di un soggetto sia fondata, oltre che dal nesso di causalità materiale che lega la condotta all’evento, anche da un coefficiente soggettivo. La colpevolezza ricomprende, quindi, l’insieme delle condizioni psicologiche necessarie per fondare una imputazione personale del fatto al suo autore.
Concetti distinti dalla colpevolezza sono la coscienza e la volontà con cui il soggetto compie l’azione, che dimostrano l’appartenenza materiale della condotta allo stesso e l’imputabilità del reo, che si basa sulla sua capacità di intendere e di volere nel momento in cui ha commesso il fatto.
La colpevolezza è stata oggetto di due interpretazioni. Secondo una prima tesi interpretativa, è da intendersi in una accezione psicologica in base alla quale essa rappresenterebbe il nesso psichico che lega l’autore al fatto. In questa prospettiva la colpevolezza è uguale per tutti i fatti, per cui riuscirebbe a fondare la responsabilità del soggetto e dunque a stabilire l’an della responsabilità penale, ma non sarebbe in grado di differenziare il quantum della pena.
Altro orientamento individua la colpevolezza secondo un’accezione normativa, che esprime il rapporto di contraddizione esistente tra la volontà del soggetto e la norma penale.
Questa tesi, oltre a fondare la responsabilità penale, è in grado di determinare il quantum della pena sulla base della maggiore o
minore anti doverosità della condotta.
Le forme di colpevolezza sono descritte dalle disposizioni codicistiche ex artt. 42 e 43 del Codice Penale. Una forma di colpevolezza è rappresentata dal dolo che sussiste tutte le volte in cui un evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell’azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l’esistenza del reato, è dall’agente preveduto o voluto come conseguenza della propria azione o omissione.
Ulteriori forme di colpevolezza sono la colpa e la preterintenzione. La prima sussiste quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di legge, regolamenti, ordini o discipline. Il suo accertamento necessita di una doppia valutazione: la misura oggettiva della colpa consistente nella violazione della regola di cautela e la misura soggettiva consistente nella connessione psicologia della

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della condotta all’agente.
La preterintenzione, infine, sussiste nelle ipotesi in cui l’azione o l’omissione dell’agente va oltre la sua intenzione determinando un evento più grave di quello voluto.
Il principio di colpevolezza trova piena compatibilità con la funzione rieducativa della pena. Se la sanzione penale serve a rieducare il soggetto è necessario che questi, oltre a commettere materialmente il fatto sia rimproverato sotto il profilo soggettivo. Diversamente la pena svolgerebbe la funzione, opposta, diseducativa.
Inoltre la ratio del principio in esame, ossia di rendere il rischio penale prevedibile e calcolabile, è la medesima di quella posta a fondamento di altri principi costituzionali quali, ad esempio, il principio di riserva di legge.
Tuttavia, si potrebbe osservare che la funzione general-preventiva della pena, che mira a dissuadere dalla commissione di ulteriori reati, è pienamente compatibile con una responsabilità oggettiva, disattendendo così il principio di colpevolezza.
Tali conclusioni non possono ammettersi vigendo nel nostro ordinamento costituzionale il principio personalistico che pone al centro la persona umana rendendo recessive le ulteriori finalità di politica criminale.
Inoltre, il principio di colpevolezza in seguito alle due note sentenze della Corte Costituzionale del 1988[1], può dirsi consacrato all’interno della carta costituzionale. L’art. 27 della Costituzione, nell’affermare che la responsabilità penale è personale, non si limita a vietare la responsabilità penale altrui, ma sancisce che, perché si realizzi una responsabilità penale oltre alla materiale realizzazione del fatto illecito sia necessario un coefficiente psicologico soggettivo.
La giurisprudenza di legittimità ha precisato che il principio di colpevolezza è riferito ai soli elementi significativi della fattispecie escludendo che gli altri debbano sottostare a questo principio.
Per elementi significativi della fattispecie si intendono quelli che contribuiscono a formare l’offesa del reato, ossia che incidono sull’an e sul quantum della pena.
Il principio di colpevolezza trova
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