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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 10/02/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39045-la-riforma-della-giustizia-minorile-e-l-amaro-destino-della-procura-minorile

Autore: Vito Murgolo

La riforma della giustizia minorile e l’amaro destino della Procura minorile

La riforma della giustizia minorile e l’amaro destino della Procura minorile

Pubblicato in Diritto processuale civile, Diritto civile e commerciale il 10/02/2017

Autore

50504 Vito Murgolo
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La riforma della giustizia minorile e l’amaro destino della Procura minorile Il sistema penale minorile italiano rappresenta il risultato di un lungo processo di maturazione della coscienza civile che, nel corso degli ultimi secoli, è giunta alla piena consapevolezza dell’uso di strumenti specifici nel trattamento della condizione minorile.
In prospettiva di una ampia riforma del processo civile che potesse assicurare una maggiore specializzazione e semplificazione dell’offerta di giustizia, durante la seduta del 27 gennaio 2016 della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati in sede referente, è stato approvato l’emendamento a firma di Donatella Ferranti in relazione al Disegno di Legge delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile, con il quale è stato fissato di “sopprimere il tribunale per i minorenni e l’ufficio del pubblico ministero presso il tribunale per i minorenni, introducendo le conseguenti necessarie abrogazioni e modifiche delle disposizioni vigenti..
Dopo l’approvazione, il testo di legge è passato al Senato per il relativo esame.
Enormi sono, però, le perplessità che la sua introduzione possa davvero continuare a garantire una giurisdizione specializzata in materia di famiglia e minori.
Si prevede – molto sinteticamente – la creazione di sezioni specializzate circondariali, istituite presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d’appello, che si occuperanno delle controversie attualmente di competenza del tribunale ordinario relative a stato e capacità delle persone, separazioni e divorzi, rapporti di
famiglia e minori, dei procedimenti civili attualmente di competenza del tribunale per i minorenni, con qualche eccezione, e dei procedimenti attribuiti oggi al giudice tutelare in materia di minori ed incapaci. Funzioni di primo grado avranno anche le sezioni specializzate distrettuali, istituite presso le corti d’appello. Queste sezioni si occuperanno dei procedimenti previsti dalla legge sulle adozioni, dei procedimenti previsti dagli articoli 330, 332 e 333 del codice civile, dei procedimenti relativi ai minori non accompagnati ed ai minori richiedenti asilo, dei procedimenti attualmente devoluti al tribunale per i minorenni, diversi da quelli previsti dall’articolo 38 delle disposizioni di attuazione del codice civile (che vengono attribuiti alle sezioni circondariali), sia in materia civile che in materia penale.
Per il secondo grado, ulteriori apposite sezioni specializzate dovranno essere istituite presso le corti d’appello, con garanzia che le funzioni siano esercitate in via

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via esclusiva da parte dei magistrati o che, ove ciò non sia possibile, questi procedimenti vengano comunque assegnati a un collegio specializzato.
Le competenze per i procedimenti penali a carico di minorenni, oggi del tribunale per i minorenni, dovranno essere attribuite alle sezioni specializzate distrettuali.
In questo quadro suonano indovinate le parole di Alfredo Carlo Moro[1], che metteva in guardia sul pericolo che nel diritto avesse il sopravvento un atteggiamento di “atonia”, cioè di perdita di attenzione, nei confronti dei minori e dei loro bisogni.
Oggi, nessuno ha dubbi sulla necessità, nel più generale quadro di razionalizzazione degli uffici giudiziari, di accorpare le competenze e di ampliare la specializzazione dei magistrati, così da realizzare una struttura unica per le controversie in materia di persona, famiglia e minori, attualmente distribuite tra il Tribunale ordinario, il Tribunale per i minorenni ed il Giudice tutelare. L’unificazione delle competenze presso le istituende sezioni specializzate per la famiglia e per i minori avrebbe l’obiettivo sia di porre fine ai contrasti ed alla parcellizzazione delle competenze, sia di garantire una specializzazione del giudice in una materia vasta e delicata come quella in esame.
Ma è altamente improbabile – ad esempio – che l’efficienza e l’efficacia della giustizia minorile, in attuazione del disposto dell’articolo 31 della Costituzione[2], traggano giovamento dalla soppressione della esistente Procura per i minori e dal trasferimento delle sue competenze a “gruppi specializzati” di magistrati presso le Procura ordinaria.
 Come rappresentato da più parti, si ritiene che solo la costituzione di uffici qualificati con competenze esclusive in materia minorile e familiare, sia una scelta in linea con i principi costituzionali e le raccomandazioni europee: scelta che permetterebbe di superare le ripartizioni di competenze nel settore civile tra Tribunale ordinario e Tribunale per i minorenni. Inoltre, le
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