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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 03/02/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39029-processo-civile-telematico-problemi-applicativi-e-voci-di-spesa-a-carico-dei-privati

Autore: Gaetano Walter Caglioti

Processo civile telematico: problemi applicativi e voci di spesa a carico dei privati

Processo civile telematico: problemi applicativi e voci di spesa a carico dei privati

Pubblicato in Diritto processuale civile, Diritto civile e commerciale il 03/02/2017

Autore

47531 Gaetano Walter Caglioti
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Processo civile telematico: problemi e difficoltà applicative
                L’utilizzo della tecnologia nel processo civile telematico appare finalizzato ad una riduzione dei tempi, al miglioramento della qualità e dell’efficienza del “servizio” giustizia e, ad una  riduzione dei costi  a carico dell’ utente.
Le nuove formalità telematiche nel processo non hanno avuto come scopo la creazione di nuove forme di tutela  giurisdizionale, ma soltanto la regolamentazione della forma degli atti processuali e delle modalità di accesso al sistema informatico civile [ cfr= LA MAGISTRATURA | Articolo Rivista del 24 luglio 2015]
Dal 30 giugno 2014,  ai sensi articolo 16 bis, comma 1, d.l. 179/12, convertito in legge n. 221/2012, modificato dal Decreto legge L 27/06/2015, n. 83 convertito con legge n 132 del 6 agosto 2015, nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al Tribunale, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti ha luogo esclusivamente con modalità telematiche. [ Cfr=  circolare  Ministero della Giustizia DAG.27/08/2014.0091995.U]
Allo stesso modo si procede per il deposito degli atti e dei documenti da parte dei soggetti nominati o delegati dall'autorità giudiziaria (Consulenti tecnici, custodi ecc.).
Per i procedimenti iniziati prima del 30 giugno 2014 le predette disposizioni hanno trovato applicazione a decorrere dal 31 dicembre 2014 concedendosi tuttavia facoltà alla parte, fino al
30 dicembre 2014, scegliere se depositare atti e documenti in forma cartacea o mediante invio telematico.
Con precipuo riferimento ai procedimenti civili, contenziosi ovvero di volontaria giurisdizione, innanzi  alla  Corte  di Appello,  articolo 19 Decreto legge  27 giugno 2015 numero 83 convertito con Legge numero 132 del 6 agosto 2015   il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti ha luogo esclusivamente con le modalità telematiche a decorrere dal 30 giugno 2015, nel rispetto della normativa –anche regolamentare- concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.
È rimasta comunque, sia nei giudizi di primo grado che in quelli di grado di appello, la possibilità che il giudice possa ordinare il deposito di copia cartacea di singoli atti e documenti per ragioni specifiche [ a titolo di esempio, la necessità di produrre l’originale cartaceo

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Il 1° gennaio 2017 è entrato in vigore il processo amministrativo telematico, le cui regole tecnico-operative sono dettate dal D.P.C.M. 16 febbraio 2016, n. 40. La presente opera, con formulario e schede pratiche, è un supporto concreto all’attività di operatori, avvocati...

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cartaceo del documento la cui sottoscrizione autografa sia stata oggetto di disconoscimento]
L’entrata in vigore del processo civile telematico, e dei relativi programmi, ha creato, e crea, non poche difficoltà e problemi.
Le difficoltà derivanti  dal mancato coordinamento tra le regole del codice di rito e la nuova normativa sul processo civile telematico [ Cfr =LA MAGISTRATURA | Articolo Rivista del 24 luglio 2015] stanno, normativamente, trovando soluzione.
Una questione, che al momento trova “soluzioni locali” è, ad esempio, quella relativa alla eventuale rimessione in termini della parte incorsa in decadenza per causa ad essa non imputabile e nello specifico quando l’errore non è imputabile ad anomalie del sistema ( tra le tante: virus informatico, errore nella trasmissione e nella ricezione  informatica, interruzione del servizio da parte dei gestori, problemi ai software o all’hardware).
Altri problemi trovano, tuttoggi, resistenza nelle soluzioni.
Problemi “tecnici” dovuti ai programmi in uso che, ad esempio, e come vedremo più avanti trattando nello specifico del contributo unificato, non permettono, in caso di errore di iscrizione della causa, il trasferimento del fascicolo telematico da un registro ad un altro.
Problemi derivanti dalla formazione all’uso delle nuove tecnologie da parte del personale di magistratura che da parte del personale di cancelleria.
Quantitativamente insufficienti il numero di giornate che il Ministero della Giustizia  ha destinato alla formazione in materia. [Cfr =Consiglio Superiore della Magistratura pratica n 20/IN/2014. Risoluzione del 12 giugno 2014 sullo stato di attuazione del processo civile telematico]
Difficoltà legate alle lacune e alle imperfezioni che presentano gli applicativi e alla mancanza di un sufficiente “supporto” tecnico a magistrati e cancellerie [ Cfr= LA MAGISTRATURA | Articolo Rivista del  24 luglio 2015]
Problemi legati  alla “vetustà” e alla inidoneità dei  supporti strumentali informatici in uso.
Dalla nota n 9239 del
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