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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 02/02/2017

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/39013-sinistro-stradale-quando-sono-risarcibili-le-spese-per-il-legale

Autore: Graziotto Fulvio

Sinistro stradale: quando sono risarcibili le spese per il legale?

Sinistro stradale: quando sono risarcibili le spese per il legale?

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 02/02/2017

Autore

50130 Graziotto Fulvio

Qui la sentenza n. 11154 - 29/5/2015 - Corte di Cassazione - Civile, III

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Sinistro stradale: quando sono risarcibili le spese per il legale? Le spese legali relative ai sinistri sono risarcibili in base alla loro effettiva necessità: quando la gestione del sinistro non presenta difficoltà e l'assicuratore ha offerto prontamente
 
Decisione: Sentenza n. 11154/2016 Cassazione Civile - Sezione III
Classificazione: Assicurativo, Civile
Parole chiave: #assicurazione, #sinistro, #speselegali, #fulviograziotto, #scudolegale
 
Il caso.
Un danneggiato RCA avanzava richiesta di risarcimento diretto alla propria compagnia assicurativa, la quale liquidava e inviava l'importo per le spese di riparazione e il fermo tecnico.
Il legale dell'assicurato tratteneva la somma in acconto perché mancavano le spese legali e citava l'assicuratore avanti al Giudice di Pace, che rigettava la domanda.
Il Tribunale, a seguito di appello, condannava la compagnia anche al pagamento delle spese stragiudiziali.
La compagnia assicurativa ricorre per Cassazione, e la Suprema Corte accoglie il ricorso.
 
La decisione.
Dopo aver esaminato i primi due motivi di ricorso, il Collegio affronta «il terzo motivo, per violazione e falsa applicazione dell'art.9 dpr n.25412006 - il giudice d'appello avrebbe erroneamente attribuito alla H. [assicuratore, ndr] l'obbligo di corrispondere il rimborso di spese "stragiudiziali" indebite, non essendo nulla dovuto a titolo di assistenza legale quando l'offerta tempestiva corrisponda all'effettivo dovuto, e peraltro incognite nel loro ammontare».
In merito, afferma che «A riguardo, torna utile premettere che l'art. 9. reg. n. 254/2006 - Assistenza tecnica e
informativa ai danneggiati al comma secondo, statuisce testualmente: "Nel caso in cui la somma offerta dall'impresa di assicurazione sia accettata dal danneggiato, sugli importi corrisposti non sono dovuti compensi per la consulenza o assistenza professionale di cui si sia avvalso il danneggiato diversa da quella medico-legale per i danni alla persona"».
La Suprema Corte si richiama a precedenti pronunce sulla risarcibilità delle spese legali per l'assistenza stragiudiziale: «secondo la giurisprudenza di questa Corte, nella speciale procedura per il risarcimento del danno da circolazione stradale, "il danneggiato ha facoltà, in ragione del suo diritto di difesa, costituzionalmente garantito, di farsi assistere da un legale di fiducia e, in ipotesi di composizione bonaria della vertenza, di farsi riconoscere il rimborso delle relative spese legali; se invece la pretesa risarcitoria sfocia in un giudizio nel quale il richiedente sia vittorioso, le spese legali sostenute

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sostenute nella fase precedente all'instaurazione del giudizio divengono una componente del danno da liquidare e, come tali devono essere chieste e liquidate sotto forma di spese vive o spese giudiziali. (Cass. n. 2275/06, Cass.11606/2005)».
Ma la Cassazione precisa i confini dei compensi corrisposti dal danneggiato al proprio avvocato: «Ora, anche qualora non si volesse condividere l'orientamento giurisprudenziale riportato, resta il fatto che i compensi corrisposti dal danneggiato al proprio avvocato (o ad un perito diverso da quello medico legale) per l'attività stragiudiziale devono poter formare oggetto di domanda di risarcimento nei confronti dell'altra parte a titolo di danno emergente, quando siano state necessarie e giustificate. Tanto si desume dal potere del giudice, ex art. 92, I ° co., c.p.c., di escludere dalla ripetizione le spese sostenute dalla parte vittoriosa, ove ritenute eccessive o superflue, ed applicabile anche agli effetti della liquidazione del danno rappresentato dalle spese stragiudiziali.»
E precisa anche la nullità di una norma del regolamento che inibisca il diritto al risarcimento: «una norma regolamentare (e quindi una fonte di secondo grado) che escluda a priori il diritto al risarcimento di un tipo di danno che la legge (e quindi una fonte di primo grado) considera altrimenti risarcibile, appare difficilmente compatibile con gli artt. 3 e 24 Cost., ed è perciò nulla, alla luce del principio secondo cui regolamenti in contrasto con la Costituzione, se non sono sindacabili dalla Corte costituzionali, perche privi di forza di legge, sono comunque disapplicabili dal giudice ordinario, in quanto atti amministrativi, in senso ampio».
La Suprema Corte sottolinea il presupposto della risarcibilità del danno: «osserva questa Corte che la risarcibilità o meno del danno (di qualsiasi danno) dipende dalla sua natura giuridica, non dal suo contenuto economico. Cosi, un danno non patrimoniale potrà non essere risarcibile perche
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