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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 12/07/2016

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/38461-dalla-contraffazione-alla-pirateria-digitale-origini-ed-analisi-socio-economica-del-fenomeno

Autore: Iemma Giuseppe

Dalla contraffazione alla pirateria digitale: origini ed analisi socio-economica del fenomeno

Dalla contraffazione alla pirateria digitale: origini ed analisi socio-economica del fenomeno

Pubblicato in Diritto civile e commerciale, Informatica giuridica il 12/07/2016

Autore

50293 Iemma Giuseppe
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Dalla contraffazione alla pirateria digitale: origini ed analisi socio-economica del fenomeno La globalizzazione con i suoi elementi distintivi[1] è stata ed è tuttora una delle principali cause del fenomeno della contraffazione[2]. Il verbo ‘contraffare’ deriva dal latino medievale contrafacere ed indica la riproduzione di una cosa, l’imitazione al fine di spacciarla per originale. L’aumento dei beni falsificati oggi rappresenta un fenomeno di grandi dimensioni e dai confini non ben delineati che affonda le proprie origini nell’antichità.
            Il primo falso della storia, - probabilmente il più famoso -, è rappresentato dalla Donazione di Costantino[3], documento di incerta collocazione temporale risalente presumibilmente all’VIII secolo. Con tale documento, inventato in Francia nel monastero di Saint Denis, l’imperatore Costantino avrebbe donato a Papa Silvestro I la giurisdizione civile non solo sulla città di Roma e sull’Italia ma anche sull’intero Occidente. La falsità del documento di cui sopra è stata poi dimostrata, inequivocabilmente, in uno studio approfondito[4] condotto dall’umanista Lorenzo Valla[5] nel 1440.
             Come osservato da alcuni autori[6], «[…] parlando di arte e senza nulla togliere al Divino Michelangelo, la storia ci consegna un fatto curioso legato alle sue prime opere scultoree il “Cupido Dormiente” (oggi perduto) che proprio Michelangelo, allora povero e sconosciuto, cercò di contraffare per venderlo al suo committente, il ricco Cardinale Raffaele Riario, studioso ed esperto del mondo classico. Michelangelo
cercò di rendere “antica di scavo e preziosa” l’opera e quindi più vendibile facendo ricorso ad un intervento di contraffazione applicando al suo marmo, prima di seppellirlo, delle sostanze per renderlo appunto “antico”. Benché l’opera sia stata verosimilmente antichizzata, lo sguardo ed il sorriso della scultura erano il frutto di uno stile ed un tratto troppo “moderno” per ingannare l’alto prelato che acquistò comunque l’opera ma ripagò Michelangelo con la stessa moneta. Denaro falso[7] […]».
            La storia ci ha consegnato esempi di falso[8] ancor prima che tale fenomeno potesse divenire oggetto di studio, mostrando, forse, come esso  sia  una  caratteristica  insita  nella  stessa natura umana, la quale è mossa e contaminata dalla logica dello scambio e del guadagno  trasformandolo in una vera e propria «attività imprenditoriale[9]». Il fenomeno si è allargato anche ad altri settori, dall’antiquariato ai

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ai beni di lusso, assumendo le caratteristiche di una vera e propria filiera di produzione di merci ed oggetti contraffatti, parallela a quella delle imprese che producono e commercializzano i propri beni. La contraffazione ha subito contaminazioni e modifiche con l’avvento del mercato globale ed il proliferare dei mezzi di comunicazione e diffusione, primo fra tutti Internet. L’avvento della new economy e la platea sempre più ampia di potenziali consumatori ha infatti indotto le aziende produttrici ad un uso massiccio della pubblicità per consentire ai propri prodotti una visibilità su larga scala. Altro fattore subentrato negli ultimi anni e di non poca rilevanza, è quello della crisi economica che ha indotto sempre più soggetti ad acquistare, anche consapevolmente, merce contraffatta. Si è sviluppato il binomio miglior risultato possibile al minor costo possibile. Com’è noto, i prodotti falsificati, in quanto realizzati in laboratori clandestini e con materie prime di bassa qualità offrono un prezzo finale di gran lunga più basso, inducendo il consumatore all’acquisto e di conseguenza allo sviluppo di questo mondo parallelo.
            La contraffazione[10] su larga scala ha investito anche il mondo delle aste on-line, in passato sconosciuto, ed ha coinvolto sempre più settori merceologici: abbigliamento, prodotti cosmetici, prodotti informatici, ricambi per auto, giocattoli, beni di lusso, prodotti farmaceutici e lo stesso settore alimentare. Il mercato del falso negli ultimi anni ha quindi registrato una crescita di dimensioni esponenziali[11], costituendo  un vero e proprio settore con tecniche di riproduzione che rendono sempre più difficile distinguere il falso dall’originale.
            Parallelamente al proliferare della contraffazione, con il mutare dello scenario socio-economico si è sviluppato una violazione simile, la c.d. ‘pirateria digitale’[12]. Materiali coperti dal diritto d’autore venduti abusivamente. Casi comuni di pirateria, ad esempio, sono files musicali, film scambiati peer to
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