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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 13/11/2012

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/34244-corte-costituzionale-l-illegittimit-dell-obbligo-per-eccesso-di-delega-legislativa

Autore: Dell’Agli Carlo

Corte costituzionale: l’illegittimità dell’obbligo, per eccesso di delega legislativa

Breve commento del comunicato Ufficio stampa della Consulta

Corte costituzionale: l’illegittimità dell’obbligo, per eccesso di delega legislativa

Breve commento del comunicato Ufficio stampa della Consulta


Pubblicato

in

Diritto costituzionale

il 13/11/2012

Autore:

47546 Dell’Agli Carlo     Vai alla scheda dell'autore

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La Corte costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione ossia nella parte in cui ha introdotto all’art. 5, l’obbligo di esperire la mediazione in alcune materie, quale condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria. (1).
Ciò, è stato reso noto da un gracile e laconico comunicato dell’Ufficio stampa della Consulta in data 24 ottobre 2012. In attesa della pubblicazione delle motivazioni, possiamo dire, in primis, che la incostituzionalità non concerne la mediazione né la sua obbligatorietà ma soprattutto il decreto legislativo emesso dal Governo nella parte in cui ha esercitato in difetto di delega e, quindi, in violazione dell’art. 76 Cost. che decreta testualmente “L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti (2).
Da una parte si sostiene che trattasi di un mero errore tecnico, sine dubio, pesante e deplorevole che fa risaltare la prodigale esteriorità cui sono stati trattati i vari aspetti politico-legislativi che hanno interessato tutta la società.
La portata della quaestio si misura naturaliter sul terreno della natura derivativa delle motivazioni onde poter deliberare e, quindi, intendere se stimasi soltanto di giudizio formale (id est eccesso di delega), oppure se all’opposto nella sostanza, la mediazione obbligatoria sia un autentico intralcio che osteggia l’ingresso alla giustizia in violazione del diritto in ogni stato e grado del procedimento come statuito dall’art. 24 della Costituzione (3).
Quali saranno i rapidi effetti della declaratoria di illegittimità? La profonda formulazione della lettera dell’art. 136 della Costituzione introduce, in realtà, la inefficacia di una norma di legge o di atto avente forza di legge ossia essa statuisce che ”Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della
decisione”(4).
E’ infine appena il caso di ricordare che la Consulta ha accolto l’eccezione di incostituzionalità, sollevata dalla I Sez. del TAR del Lazio con ordinanza n. 3202 in relazione a diverse questioni, ove si evidenziava che l’inserimento della mediazione obbligatoria non consegue ad un risultato di “ rispondenza nella legge delega, con conseguente violazione dell’art. 77 Cost.”. (5)
Il giudizio espresso dal Tar, piegandosi su un profilo piuttosto critico precipita su un settore procedurale che abbraccia l’elemento giusto della “copertura” da parte della legge delega di tutte le fasi contenute nel decreto legislativo, sia quello sostanziale, attinente alla conciliabilità del neo istituto con il diritto di difesa come stimato e garantito nell’espresso art. 24 Cost.
Da ultimo può osservarsi come l’Unione europea ci imponeva (v. direttiva 52/2008) all’importazione di espedienti allo scopo di porre fine alle continue controversie.
Peraltro, vi sono delle considerazioni secondo cui la mediazione, in certe materie consegue ad uno strumento di efficacia non solo ma anche fondamentale.
Al cuore di dette verifiche, si decise per la preferenza della mediazione obbligatoria, nella certezza che essa fosse essenziale e doverosa al fine di diffondere un’autentica formazione intellettuale bonaria dei contrasti, benché la scelta quella di deflazionare la giustizia, abbia incontrato delle difficoltà di consenso.
A onor del vero, molti hanno espresso, a riguardo, posizioni difformi da quella molto favorita e caldeggiata.
Peraltro, in concreto, non appare possibile delineare ed esprimere giudizi in assenza della pronuncia se non quando verrà depositata, che ci permetterà di formulare eventuali espedienti che ci consentiranno di fare fronte ad un ineludibile dilemma
sulla giustizia civile alla risoluzione della quale, sine dubio, la mediazione rappresenterà l’idoneo strumento.
Sul modo, però, di far funzionare la giustizia è necessario che la mediazione non venga impiegata e strumentalizzata quale depuratore per deflazionare il contenzioso poiché tenderebbe inevitabilmente al mero conseguimento di barriere invalicabili.
Alla luce di tutti gli elementi rilevati, la mediazione rappresentava uno delle colonne
del rinnovamento della giustizia con
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