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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 23/06/2011

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/31860-condizioni-per-adire-il-giudice-amministrativo

Autore: sentenza

Condizioni per adire il Giudice Amministrativo

Nel giudizio amministrativo il ricorrente potrà avere una pronuncia sul merito e questa, se favorevole, dovrà essere satisfattiva soltanto se sia stata previamente verificata la sua qualità di titolare della posizione sostanziale qualificata che lo legittimi a ricorrere: altrimenti sussiste una sicura preclusione processuale alla giustiziabilità della tutela azionata ed egli non può pretendere la pronuncia di merito nell’esercizio di una giurisdizione che non è di diritto oggettivo. Questa conclusione non è in contrasto con i principi del giusto processo di cui all’art. 111 della Costituzione, e, in particolare, con quello della parità delle parti, che comunque presuppongono la legittimazione ad essere parte processuale, soltanto in tal caso avendo ciascuna parte diritto allo svolgimento del processo fino alla pronuncia di merito, ovviamente in costante garanzia di parità.

Condizioni per adire il Giudice Amministrativo

Nel giudizio amministrativo il ricorrente potrà avere una pronuncia sul merito e questa, se favorevole, dovrà essere satisfattiva soltanto se sia stata previamente verificata la sua qualità di titolare della posizione sostanziale qualificata che lo legittimi a ricorrere: altrimenti sussiste una sicura preclusione processuale alla giustiziabilità della tutela azionata ed egli non può pretendere la pronuncia di merito nell’esercizio di una giurisdizione che non è di diritto oggettivo. Questa conclusione non è in contrasto con i principi del giusto processo di cui all’art. 111 della Costituzione, e, in particolare, con quello della parità delle parti, che comunque presuppongono la legittimazione ad essere parte processuale, soltanto in tal caso avendo ciascuna parte diritto allo svolgimento del processo fino alla pronuncia di merito, ovviamente in costante garanzia di parità.

Autore

45573 sentenza
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Le norme costituzionali di cui agli articoli 24 e 113 nel garantire il diritto all’azione contro gli atti della pubblica amministrazione presuppongono l’esistenza di una situazione giuridica differenziata meritevole di tutela, di diritto o di interesse legittimo.
E cioè a dire, il ricorrente deve essere titolare, quale condizione per l’azione in giudizio, di una qualità per agire in giustizia, cioè di una posizione giuridica sostanziale che assume ingiustamente lesa.
Da parte sua, il giudice amministrativo deve anzitutto, a verifica del suo potere di statuire sul singolo caso concreto, accertare in limine l’effettiva sussistenza di tale condizione dell’azione, cioè della legittimazione al ricorso, essendo questo, altrimenti, inammissibile e non essendovi perciò titolo idoneo per il ricorrente a pretendere una pronuncia sul merito e per il giudice a pronunciarsi.
La necessità che il ricorrente sia titolare di una posizione sostanziale qualificata è intrinsecamente connessa con il carattere soggettivo del processo amministrativo inequivocabilmente delineato dall’ordinamento italiano quale processo volto non all’affermazione del diritto oggettivo, per un’astratta dichiarazione della legge a tutela del mero interesse generale, ma a risolvere una controversia tra parti effettive, a tutela di interessi individuali e a favore di un soggetto che ha un giusto titolo che lo abilita a domandare giustizia e ad investire in concreto il giudice della giurisdizione: ciò che postula anzitutto –
anche per un’evidente ragione di economia e di utilità effettiva - la corretta presenza nel rapporto amministrativo sostanziale di chi agisce in giudizio. Questa presenza è a base dell’interesse legittimo al successivo svolgimento secondo legge del connesso procedimento e senza di essa la pronuncia del giudice diviene, da risolutoria di una controversia, officiosa giacché svincolata da un’autentica domanda giudiziale. Il che, abbandonando il principio della domanda (nemo iudex sine actore, ne procedat ex officio), trasformerebbe il processo amministrativo, contro la legge che lo regola (oggi il Codice del processo amministrativo), da processo di parti in processo inquisitorio, dove il giudice dispone da solo dell’oggetto stesso del processo.
A questo quadro si lega il principio di effettività della tutela giurisdizionale, poiché volto (come afferma la relazione al Codice del processo amministrativo) a legare la posizione sostanziale al giudizio attraverso la “capacità del

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Principali argomenti trattati nel Volume: I. Teoria generale dell'atto amministrativo. vv II. La discrezionalità amministrativa. vv III. Logica e volontà nell'atto amministrativo. vv IV. La condizione nella teoria generale dell'efficacia giuridica. vv V. Condizione volontaria e atto amministrativo. vv VI. Condizione...

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del processo di conseguire risultati nella sfera sostanziale, e ciò per quanto più è possibile (quindi quando non vi ostino sicure preclusioni processuali)”, operando allo stesso fine quello della pienezza della tutela attraverso la pluralità delle azioni proponibili.
N. 03655/2011REG.PROV.COLL.
N. 00337/2011 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 337 del 2011, proposto da***
contro***
nei confronti di***
per la riforma
della sentenza del T.A.R. LAZIO - ROMA: SEZIONE III TER n. 35816/2010, resa tra le parti;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della s.p.a. Trenitalia - Gruppo Ferrovie dello Stato e della s.p.a. AnsaldoBreda in proprio e nella qualità di mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese con Bombardier Transportation Italy;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 6 maggio 2011 il consigliere di Stato Maurizio Meschino e uditi per le parti gli avvocati Clarizia, Picozza, Di Nitto, Torchia, Lirosi, Mozzati e Sanino;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
 
FATTO
1. La s.p.a. Trenitalia, del Gruppo Ferrovie dello Stato, in data 30 novembre 2009 ha bandito una gara a procedura negoziata, n. 0040870, ai sensi dell’art. 232, comma 13, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, per l’affidamento in appalto di una fornitura di cinquanta treni Alta Velocità (AV) e, in opzione, prestazioni di full service manutentivo.
Alla gara hanno partecipato e presentato offerta la s.p.a. Alstom Ferroviaria e il raggruppamento temporaneo di imprese AnsaldoBreda – Bombardier Transportation Italy.
La gara è stata aggiudicata al raggruppamento temporaneo di imprese AnsaldoBreda – Bombardier Transportation Italy (che ha ottenuto un punteggio totale di
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