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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 19/05/2011

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/31673-lo-stato-sociale?page=2

Autore: Rovere Enzo

Lo Stato Sociale

Lo Stato Sociale


Pubblicato

in

Diritto del lavoro

il 19/05/2011

Autore:

45576 Rovere Enzo     Vai alla scheda dell'autore

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RAPPORTO SULLO STATO SOCIALE 2011

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di natura “sanitaria” (ordinamento sanitario; tutela della salute umana e sanità veterinaria), mentre gli altri due assolveranno, rispettivamente, le funzioni su lavoro e occupazione e quelle su previdenza e politiche sociali.
Sul fronte della sanità, il regolamento conferma la strutturazione già definita dell’attuale dicastero, con un provvedimento pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”. Il regolamento organizzativo non lo prevede esplicitamente ma, con tutta probabilità, il super Ministro sarà affiancato da un Vice Ministro e almeno due Sottosegretari.
L'articolo 38 della Costituzione introduce il concetto di "Stato Sociale", che ora meglio andremo ad esaminare.
I settori di intervento dello Stato Sociale sono tre:
  • la previdenza
  • la sanità
  • l’assistenza
Uno degli obiettivi dello Stato è quello di ricercare il benessere della collettività, attraverso l'impiego di risorse pubbliche. Liberare, quindi, il cittadino dal bisogno e sviluppare, quindi, i princìpi di solidarietà e di uguaglianza.
I servizi socio assistenziali sono quindi un momento di solidarietà nei confronti di specifiche situazioni di bisogno (anziani - minori - handicap - immigrati). Non si soccorrono, quindi, più i cittadini per bontà (sarebbero passivi e dipendenti), ma perché è un loro diritto e possono, quindi, pretendere e non chiedere. La socialità non è più, quindi, per categoria o per classi, ma rivolta al soggetto in quanto tale (nasce il principio della centralità dell'individuo).
Quindi lo Stato si preoccupa di:
  • tutela della dignità e della libertà dell'individuo,
  • diritto all'informazione ed a servizi adeguati,
  • delega agli enti locali di funzioni statali, per maggior conoscenza delle esigenze locali e per un più rapido intervento, e quindi ai Comuni, per l'assistenza; alle ASL (ex USL, come si dirà tra breve), tramite i distretti sanitari di base, presso i quali opera, oltretutto, un coordinatore dei servizi sociali; agli IPAB (istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza).
A differenza di ciò che accade per la previdenza e per la sanità, manca una organizzazione amministrativa centralizzata (cioè
un ministero)) per quanto riguarda l'assistenza sociale.
E' stato ora creato un dipartimento per gli affari sociali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per ciò che riguarda il coordinamento e la ricerca, nel campo della assistenza sociale.
Poiché abbiamo visto più sopra che lo Stato Sociale interviene in tre settori e precisamente nella previdenza, nella sanità ' e nella assistenza. vediamo ora di occuparci più dettagliatamente di ognuno di questi tre settori:
 

PREVIDENZA

Ha lo scopo di liberare il cittadino dai bisogni del minimo vitale ed ha la sua origine nell'articolo 38 della Costituzione. Il concetto di "previdenza" ha origine in Inghilterra, verso la prima metà dell'800, con le società di mutuo soccorso (le "trade unions") per far fronte ai casi di infortuni ed invalidità. In Italia nasce nel 1933 con l'INPS (istituto nazionale della previdenza sociale) e l'INAIL (istituto nazionale assicurazione infortuni lavoro) e più tardi con l'INPDAP (previdenza per i dipendenti pubblici). La previdenza, quindi, è un insieme di assicurazioni obbligatorie rivolte a chi lavora ed alle loro famiglie, per le ipotesi di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria (istituzione della cassa integrazione guadagni).
Caratteristiche:
(che distinguono le assicurazioni sociali pubbliche da quelle private)
a) la Previdenza è
  - pubblica (poiché le assicurazioni sociali sono gestite da enti pubblici,    sottoposti al controllo dello Stato),
    - obbligatoria (poiché è voluta e regolata interamente dalla legge e l'iniziativa         dei privati non può intervenire),
    - automatica (le prestazioni, cioè, a favore dei lavoratori sono garantite anche       se gli imprenditori non abbiano versato i contributi dovuti);
b) tutti i lavoratori ne beneficiano (è stata estesa ora anche ai lavoratori autonomi), e ne beneficiano pure i lavoratori stranieri;
c) lo Stato cerca di venire incontro ai datori di lavoro, facendo loro sentire il meno possibile il costo di previdenza dei dipendenti (fenomeno che viene chiamato con il nome di "fiscalizzazione degli oneri sociali");
d) per quanto riguarda la "previdenza di vecchiaia", la legge 335/1995 (chiamata "legge Dini")
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