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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 06/01/2011

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/30891-l-attuazione-della-disciplina-organica-della-mediazione-finalizzata-alla-conciliazione-delle-controversie-civili-e-commerciali-il-decreto-ministeriale-n-180-del-2010?page=2

Autore: Visconti Gianfranco

L’attuazione della disciplina organica della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali: il decreto ministeriale n° 180 del 2010

L’attuazione della disciplina organica della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali: il decreto ministeriale n° 180 del 2010


Pubblicato

in

Diritto processuale civile

il 06/01/2011

Autore:

45679 Visconti Gianfranco     Vai alla scheda dell'autore

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nell’elenco tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi dell’art. 137 del Codice del consumo (Dlgs 206/2005) e le imprese o le loro associazioni ed aventi ad oggetto la medesima controversia;
  • la formazione di separati elenchi dei mediatori che collaborano con l’organismo suddivisi per specializzazioni in materie giuridiche;
  • che la mediazione svolta dall’organismo medesimo è limitata a specifiche materie, chiaramente individuate.
  •  
    Il regolamento deve anche stabilire le cause di incompatibilità allo svolgimento dell’incarico da parte del mediatore (in primo luogo ai sensi dell’art. 14 del Dlgs 28/2010) e disciplinare le conseguenze sui procedimenti in corso della sospensione o della cancellazione dell’organismo dal Registro irrogate ai sensi dell’art. 10 del D.M. 18/2010 (3° comma).
    Il regolamento non può prevedere che l’accesso alla mediazione si svolga esclusivamente attraverso modalità telematiche (4° comma). La mediazione telematica, pertanto, non può essere la modalità esclusiva con cui un organismo di mediazione offre il suo servizio.
     
    Il regolamento di procedura deve, in ogni caso, prevedere (5° comma):
    1. che il procedimento di mediazione può avere inizio solo dopo la sottoscrizione da parte del mediatore designato della dichiarazione di imparzialità di cui all’art. 14, comma 2°, lettera a) del Dlgs 28/2010;
    2. che, al termine del procedimento di mediazione, ad ogni parte del procedimento venga consegnata una idonea scheda per la valutazione del servizio, il cui modello deve essere allegato al regolamento, e che una copia della stessa, con la sottoscrizione della parte e l’indicazione delle sue generalità, deve essere trasmessa per via telematica al Dirigente responsabile della tenuta del Registro degli organismi di mediazione (su cui vedi il secondo capoverso del paragrafo successivo) con modalità che assicurano la certezza dell’avvenuto ricevimento, vale a dire attraverso la Posta Elettronica Certificata.
    Si crea, in tal modo, un sistema di rilevazione e monitoraggio della c.d. “customer satisfaction” o “soddisfazione dei clienti (o utenti)” dei servizi di mediazione offerti dai vari organismi iscritti
    nel Registro;
    1. la possibilità della comune indicazione del mediatore ad opera delle parti, ai fini della sua eventuale designazione da parte dell’organismo.
     
    Fermo l’obbligo di riservatezza del mediatore e di quanti collaborano con l’organismo di mediazione rispetto alle dichiarazioni rese ed alle informazioni acquisite durante il procedimento di mediazione e quello del solo mediatore verso le altre parti per le dichiarazioni rese e le informazioni acquisite nelle sessioni separate del procedimento (vale a dire gli incontri in cui partecipa solo una parte di esso, compreso il caso in cui l’altra parte si rifiuti di partecipare) da una delle parti (art. 9, comma 2°, del Dlgs 28/2010), il regolamento deve garantire il diritto di accesso delle parti agli atti del procedimento di mediazione, che il responsabile dell’organismo è tenuto a custodire in un apposito fascicolo debitamente registrato e numerato nell’ambito del registro degli affari di mediazione di cui all’art. 12 del D.M. 180/2010 (su cui vedi oltre in questo paragrafo). Il diritto di accesso ha per oggetto gli atti depositati dalle parti nelle sessioni comuni del procedimento (cioè quelle a cui partecipano tutte le parti di esso), ovvero, per ciascuna parte, gli atti da essa depositati nella propria sessione separata (6° comma dell’art. 12 del D.M. 180/2010).
    Non sono consentite comunicazioni riservate delle parti al solo mediatore, eccetto quelle effettuate in occasione delle sessioni separate (7° comma).
     
    Per quanto riguarda il registro degli affari di mediazione trattati che ogni organismo deve istituire, l’art. 12 del D.M. 180/2010 prevede che esso possa essere tenuto anche con modalità informatiche e che per ogni controversia trattata esso debba riportare il numero d’ordine progressivo del procedimento di mediazione, i dati identificativi delle parti, l’oggetto della mediazione, il mediatore designato, la durata del procedimento ed il suo esito. L’organismo deve conservare copia degli atti dei procedimenti trattati per almeno un triennio dalla data della loro conclusione, ai sensi dell’art. 2961, 1° comma, del Codice Civile.
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