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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 25/10/2007

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/24836-esecuzione-penale-ed-informatica-realta-e-prospettive

Autore: Ribizzi Enrico

Esecuzione penale ed informatica : realta’ e prospettive

Esecuzione penale ed informatica : realta’ e prospettive


Pubblicato

in

Informatica giuridica

il 25/10/2007

Autore:

46224 Ribizzi Enrico     Vai alla scheda dell'autore

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CODICE PENALE 2014

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Quando si parla di informatica giudiziaria nel settore penale si fa riferimento a sistemi che gestiscono archivi di dati preventivamente inseriti. Si tratta di registri ufficiali (come il registro penale RE.GE., studiato per sostituire i registri cartacei), ovvero di banche dati che, in relazione a criteri preventivamente prestabiliti e filtri appositamente studiati, riescono ad estrarre le informazioni immesse .
           
Per quanto attiene alla fase dell’esecuzione penale, presso le Procure è in funzione, già dal 1996, il sistema RES. Quest’ultimo, rispetto ai sistemi esistenti, ne superava ampiamente le limitate funzionalità: in concreto, il sistema RES permetteva (e permette ), in relazione ai dati inseriti sul registro all’atto dell’iscrizione della sentenza irrevocabile, di realizzare documenti e provvedimenti formalmente provenienti dall’Autorità Giudiziaria.
 
Le successive ulteriori attività vengono gestite dal sistema previo inserimento dei dati necessari: ordinanze della magistratura di sorveglianza, nuovi provvedimenti del PM che cambiano la quantità e/o le modalità di esecuzione della pena, cumuli etc. .
 
Il sistema RES, per quanto tecnicamente sofisticato, presenta due limiti sostanziali: la “staticità” della sua banca dati e la mancanza di “colloquio” con gli altri organi interessati all’esecuzione penale.
In concreto, i dati inseriti da un singolo ufficio di Procura risultano visibili dalla sola A.G. che li inserisce : gli altri uffici, pur comunque interessati a quella specifica esecuzione, ne hanno conoscenza solo tramite il certificato penale o la richiesta del prescritto stato di esecuzione .
 
E’ intuitivo che, in una siffatta realtà, per gli uffici esecuzione di Procura, la lettura del certificato penale risulta l’unica soluzione per comprendere e decidere l’attività da svolgere nell’esecuzione della propria sentenza.
Certificato penale che, spesso, risulta ancora incompleto data la notevole quantità di schede ancora da inserire: situazione che si complica se si ha presente, per esempio, la realtà del casellario centrale di Roma, che, dovendo gestire tutte le condanne riportate da soggetti nati all’estero, non risulta aggiornato in tempo reale.
 
Inoltre, il sistema RES non interagisce e\o trasmette i propri dati agli altri organi interessati dall’esecuzione: giudice di sorveglianza e
giudice dell’esecuzione in primo luogo. Infatti, la banca dati resta separata da quella degli altri uffici ed i provvedimenti emessi costituiscono esclusivo archivio dell’ufficio di Procura che li ha emessi.
Pertanto tutti gli atti ed i provvedimenti realizzati vengono comunicati in modo tradizionale (vale a dire tramite documenti cartacei) e, previa immediata esecuzione nei casi di urgenza, trasmessi ai competenti uffici con i relativi tempi e modi : va da sè che la Sorveglianza conoscerà di una eventuale emissione di provvedimento esecutivo soltanto nel momento in cui l’atto pervenga in forma cartacea e, quindi, anche diverso tempo dopo la sua emissione effettiva .
Gli effetti di questa mancata “conoscenza” della reciproca attività degli uffici sono la lentezza dell’attività e la necessità di dovere, ogni volta, richiedere contezza dei provvedimenti emessi in relazione al condannato soggetto di una specifica esecuzione: ove è necessaria maggiore celerità nell’emissione di ordini di esecuzione ciò crea inutili ma obbligati rallentamenti dell’attività.
 
Da ultimo, va detto che la prassi si rallenta, ulteriormente, laddove la sorveglianza faccia riferimento ad esecuzione radicata presso una Procura non ad essa territorialmente corrispondente: in tali casi la richiesta e la relativa risposta possono rallentare notevolmente la successiva attività esecutiva necessaria per il caso di specie.
    
 
IL PROGETTO SIES ( SIEP E SIUS)
 
Nell’ottica di una radicale modifica dei sistemi attualmente in uso nel senso sopra evidenziato, si è studiato e ideato un sistema informatico che, costituendo registro esecutivo sia per la Procura che per la Sorveglianza, costituisce al contempo strumento di emissione e trasmissione dei provvedimenti emessi da entrambi gli uffici.
 
L’ideazione dei nuovi programmi e lo studio di fattibilità sono del Dr. Domenico Pellegrini, attualmente dirigente dell’Area Penale del D.I.G.S.I.A., che analizzando i sistemi in uso comprende quale possa essere l’architettura di un sistema informatico nuovo adatto alle esigenze degli uffici che sempre più spesso hanno la necessità di acquisire dati e porvvedimenti ed alle realtà normative in continua evoluzione e, non ultimo, alle esigenze di economicità sempre più
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