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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 24/05/2007

All'indirizzo http://www.diritto.it/docs/24049-impegno-a-rilasciare-la-definitiva-fino-al-completamento-delle-opere

Autore: Lazzini Sonia

Impegno a rilasciare la definitiva fino al completamento delle opere

Impegno a rilasciare la definitiva fino al completamento delle opere


Pubblicato

in

coperture assicurative

il 24/05/2007

Autore:

45556 Lazzini Sonia     Vai alla scheda dell'autore

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OPERA PUBBLICA

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Esclusione dalle procedure di gara per mancata esatta indicazione temporale della validità: illegittima!
 
Il Tar per il Veneto, sezione di Venezia, con la sentenza numero 1318 dell’ 8 aprile 2002, si occupa di un’esclusione da una procedura di gara effettuata da una stazione appaltante contro una ditta per mancanza nell’impegno a sottoscrivere la polizza definitiva, da parte dell’assicuratore della polizza provvisoria, alla esplicita validità temporale (valida fino al 31/12/2005), come indicato nel disciplinare di gara nella clausola numero 9.
Nella fattispecie che ci occupa, la ricorrente aveva bensì presentato una dichiarazione simile, ma questa non conteneva il termine finale indicato: l’assicuratore si impegnava invece nel senso che tale successiva polizza sarebbe stata «valida sino all’emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione, o comunque decorsi dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori».
 
Poiché il bando di gara, al punto 7, stabilisce che «la cauzione definitiva permane fino alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione, o comunque decorsi dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori risultante dal relativo certificato( formula contenuta nell’ art. 101, I comma, del d.P.R. n. 554/99 ritenuta norma cogente inderogabile), rileva il giudice veneto, le due clausole – n. 9 del disciplinare e n. 7 del bando - riferendosi, sia pure sotto profili diversi, alla stessa garanzia, presentano un’evidente incompatibilità logica, riguardante il menzionato termine.
Tale ambiguità sul punto della lex specialis e l’evidente contrasto fra la richiesta di validità fino a data certa, con il combinato disposto del secondo comma dell’articolo 30 della legge 109/94 s.m.i. e il citato art. 101 del d.P.R. 554/99 , non legittima l’esclusione della ditta ricorrente in quanto la norma – diversamente dal disciplinare nella gara de qua - non stabilisce un termine finale certus quando per la persistenza della cauzione definitiva, e tanto appare perfettamente coerente con la funzione dell’istituto, destinato a garantire l’adempimento di tutte le obbligazioni del contratto e del
risarcimento dei danni derivanti dall’eventuale inadempimento delle obbligazioni stesse, nonché il rimborso delle somme pagate in più all’appaltatore : funzione che, per essere pienamente realizzata, deve sussistere fino al completamento delle opere.
 
La determinazione di un termine finale certus quando nella cauzione definitiva , aggiungono i giudici amministrativi, potrebbe, in concreto, determinare la cessazione della garanzia prima che ne sia esaurita la funzione: e ciò, paradossalmente, proprio nel caso di ritardo nel compimento dell’opera ove, per esperienza, la cauzione è di maggiore utilità, in quanto il periodo di tempo prestabilito per il compimento dell’opera è evidentemente soggetto all’alea propria di ogni attività di durata.
 
In conclusione dunque va dunque annullata la clausola del bando per la parte in cui si richiede una dichiarazione configgente con la previsione di legge, e conseguentemente la dichiarazione presentata dalla ricorrente è da considerarsi perfettamente idonea a realizzare la funzione sua propria tanto da far riammettere la ditta alla procedura pubblica.
 
A cura di Sonia LAZZINI
 
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, prima sezione
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sul ricorso n. 680/2002, proposto dalla **** S.r.l.,
contro
il Comune di Caorle (VE), in persona del sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Massimo Carlin, con elezione di domicilio presso lo studio dello stesso, in Venezia – Fondamenta dell’Albero n. 3856;
per l’annullamento
a) del provvedimento emesso il 25 febbraio 2002, con il quale è stato comunicato alla parte ricorrente l’esclusione dalla procedura di gara per l’appalto dei lavori di riqualificazione urbanistico ed architettonica ambito ex scuola “Andrea Bafile” del 13.12.2002;
b) del disciplinare di gara, adottato con determinazione n. 48545 del 13.12.2001 ad integrazione del bando di gara, limitatamente alla clausola 9 sulla documentazione amministrativa, la quale prevede l’allegazione all’offerta di una cauzione definitiva con dichiarazione di validità sino al 31.12.2005;
c) di ogni altro atto annesso connesso o presupposto, compreso il provvedimento di aggiudicazione della gara;
e
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